20 ottobre 2009

PIANO CASA, ORA COSA SUCCEDE?

Dopo essere stato sbandierato per mesi dal presidente del consiglio e infine ricondotto, attraverso un iter istituzionalmente più corretto, alle legittime competenze dell’ ente regione, ha visto in questi giorni la luce il piano casa. Alcuni hanno atteso quasi con insofferenza i tempi dell’assemblea regionale, altri, come noi, con un’apprensione che oggi si dimostra più che mai giustificata.

L’azione del governo regionale ci presenta oggi il frutto di un lavoro controverso e un tentativo timido di contenere gli effetti di questo provvedimento ispirato dal governo nazionale attraverso una legge quadro.

Il risultato era in gran parte prevedibile, con la prospettiva del voto imminente si comprende come a nessuno piaccia esporsi fino al punto di perdere fette importanti di consenso tra le categorie economiche e fra i cittadini interessati, ma ci sono circostanze nelle quali, a costo di essere impopolari, occorre guardare al di là delle convenienze del momento assumendosi la responsabilità di proteggere la città dalla barbarie che oggi si annuncia.

Questo programma, potenzialmente, può cambiare il volto di intere parti della nostra città più di qualsiasi provvedimento adottato in questi anni, esautorando di fatto l’amministrazione comunale dai compiti ad essa delegati in materia di governo del territorio.

A Senigallia indebolisce l’azione di una amministrazione che ha riequilibrato in questi anni, attraverso controverse varianti in riduzione dei volumi edificabili, le previsioni di un PRG obsoleto e sovradimensionato, sostituendo ad una pianificazione misurata mirante al risparmio del territorio, l’urbanistica fai da te, espressione di una rozzezza senza precedenti.

E’ un provvedimento che parla alla pancia dei cittadini, che riproduce in forma di legge il malcostume diffuso di porsi al di fuori delle regole, ma che non alimenta alcun reale sviluppo. Esauritosi in un effetto passeggero e potenzialmente devastante, lascerà la nostra economia in condizioni ancora peggiori di quelle attuali. Quando saranno consumate per il sostentamento di un sistema economico malato, le risorse oggi disponibili e compromesso l’equilibrio di quartieri e frazioni in spregio alle più elementari regole di convivenza civile, di questo piano casa non resteranno che le macerie.

Questo provvedimento e’ espressione di una economia autoreferenziale che vede nel costante aumento dei consumi l’unico motore per uno “sviluppo insostenibile”. Un occasione per rivedere i nostri modelli di consumo in una visione etica e solidale, è stata irrimediabilmente persa.

Qualcuno ritiene che questo sia un provvedimento democratico perché offre a tutti le medesime condizioni di accesso ai premi di cubatura previsti dalla legge in deroga al PRG; noi Verdi crediamo che non sia così, crediamo invece che per tanti oggi strozzati tra precarietà lavorativa e difficoltà di accesso al credito, quella del piano casa non resterà che una stridente e frustrante delusione.

Lungi dal riuscire a dare risposta ai bisogni reali di tante famiglie che si trovano nella difficoltà di vivere in spazi inadeguati, a godere dei bonus previsti dal “piano casa” saranno i soliti che oltre a possedere una casa di proprietà dispongono delle risorse necessarie per attivare i processi edilizi.

Come Verdi di Senigallia esprimiamo di conseguenza un giudizio negativo su tale provvedimento, e intendiamo aprire con la città e i soggetti politici interessati, un confronto circa le reali ricadute di questo provvedimento, rompendo l’assordante silenzio che ha accompagnato gli ultimi passaggi di una legge “scomoda” sulla quale in tanti vorrebbero oggi sorvolare.

 

Roberto Primavera

Portavoce Verdi Senigallia

6 maggio 2009

UTILE, ET HUMILE, ET PRETIOSA, ET CASTA.(Mettereste in vendita vostra sorella?)

Prosegue il ciclo di approfondimenti promosso dai Verdi di Senigallia, prossimo tema: L’acqua

Cari amici
L’incontro sulle Energie è andato decisamente bene e per questo ringraziamo il prof. Fabio Polonara.
La sua introduzione, pur sintetica come da noi richiesto, ci ha consentito di focalizzare i nodi della questione energetica, a livello 
globale e locale, in maniera  molto nitida, consentendoci di dibattere  ad un ottimo livello.
Veniamo al prossimo appuntamento, ci vediamo al Centro Sociale Molinello venerdì 8 maggio, ore 17,30


UTILE, ET HUMILE, ET PRETIOSA, ET CASTA.
(Mettereste in vendita vostra sorella?)

Parleremo dell’Acqua, gestione della risorsa ed erosione delle coste.
Introdurrà l’amico Leonardo Badioli, ambientalista storico.

A presto

Roberto Primavera

16 aprile 2009

VARIANTE ARCEVIESE, QUALCHE PRECISAZIONE

 

In seguito alle osservazioni della Provincia alla Variante Arceviese, accettate dall’Amministrazione Comunale, si è giunti alla cancellazione di due comparti edificatori, Vallone e Borgo Passera, e alla diminuzione di quello di Bettolelle.

La motivazione, individuata nell’insistenza di quei comparti in aree di tutela paesaggistica, se pur ineccepibile da un punto di vista strettamente tecnico, non si fa carico in nessun modo delle criticità esistenti sul nostro territorio. E’ stata comunque accolta.

Ciò, se da una parte porterà ad un minor impatto ambientale, dall’altra lascerà irrisolti alcuni problemi, determinati dalla cecità pianificatoria della precedenti amministrazioni: sviluppo disordinato delle frazioni e carenze infrastrutturali.

Porre rimedio a tali errori del passato è però doveroso e ha necessariamente dei costi, economici e purtroppo anche ambientali, e in quest’ottica i Verdi hanno appoggiato la Variante Arceviese fin dall’inizio. Anche se non era l’obiettivo fondamentale.

C’era, e fortunatamente non è stato messo in discussione, anche altro che qui vale la pena ricordare: quella arceviese è una variante che riduce fortemente gli indici di edificabilità nelle aree di completamento su tutto il territorio comunale; prevede la realizzazione di due parchi, quello fluviale e quello tematico della Cava di San Gaudenzio; individua nuove aree per l’ edilizia sociale e familiare (nelle frazioni comprano le famiglie vere, quelle che altrimenti sono costrette a cercare soluzioni più praticabili nei comuni limitrofi).

Vale la pena ricordare che la nostra Amministrazione è tra le poche in Italia ad aver ridotto gli indici edificatori su tutto il territorio. A tutto ciò i detrattori della Variante Arceviese hanno, a suo tempo, votato contro. Oggi volendosi accreditare presso l’opinione pubblica come ambientalisti, non ne parlano. Ancor meno parlano della necessità di dare risposte puntuali ai problemi delle frazioni.

A costoro, già in campagna elettorale, fa comodo ridurre la variante arceviese ad un unico aspetto, quello cementificatorio perché crea lo slogan. Non è corretto: semplificare equivale in questo caso a disinformare.

Ma tant’è, alla fine ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie affermazioni. Bisognerà pur andare, prima o poi, a parlare con i cittadini del Vallone, di Borgo Passera e con i lavoratori della Coop Terre Verdi e spiegare loro perché non avranno una viabilità decente, parcheggi, aree verdi dignitose e, nel caso della cooperativa agricola, condizioni di lavoro garantite e una migliore qualità abitativa per i residenti. Tutto quanto previsto dalla variante originaria e infine cancellato.

A onor del vero bisogna anche dire che questo risultato, di cui l’opposizione vanta merito, è stato possibile, più che altro, grazie alla presa di posizione di alcuni consiglieri del Partito Democratico che hanno scoperto, dopo aver letto le osservazioni della Provincia, di aver cambiato idea sulla Variante Arceviese,opo cinque anni di dibattito e dopo averla votata.

Può succedere, nulla di strano, non fosse che accade troppo spesso ultimamente che, quando arriva una pratica “sensibile” in Consiglio, qualche consigliere democratico non si presenti o si defili al momento giusto, rendendosi irreperibile. Facendo mancare il numero legale si mette a dura prova il lavoro della maggioranza e anche la credibilità del Consiglio Comunale.

Che a farlo siano alcuni componenti del partito di maggioranza relativa che governa la città è un pessimo segnale. La sensazione è che certi “giochetti” appartengano ad una dinamica tutta interna al PD in vista della scelta dei prossimi candidati a sindaco. Lasciamo a loro valutare la lungimiranza di tali comportamenti.

C’è ancora tanto lavoro da fare, sarebbe un vero peccato perdersi in schermaglie.

Lungi dal voler sottovalutare le prese di posizione individuali, assolutamente legittime, vorremmo comunque osservare quanto ci sembri strana quest’improvvisa passione ambientalista in alcuni consiglieri comunali di lungo corso che, in anni non troppo lontani hanno votato di tutto, compresi gli atti che hanno prodotto quegli effetti ai quali oggi è doveroso rimediare.

 

Roberto Primavera

Verdi Senigallia

7 aprile 2009

Lo stato della Bonifica dall’amianto dell’area Sacelit-Italcementi

Cogliendo l’occasione data dall’avvio del procedimento relativo all’approvazione del piano attuativo che ha per oggetto l’area Sacelit-Italcementi, il Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Senigallia, Simone Ceresoni, ha predisposto nei giorni scorsi una propria lettera contenente tutte le risposte ai quesiti sollevati durante l’ultimo incontro del Forum sull’amianto a proposito del procedimento di bonifica dell’area in oggetto.

Tale documento è stato poi inviato ai segretari di CGIL, CISL e UIL, al Presidente dell’ALA, al Gruppo Società e Ambiente, al responsabile del Gruppo Meetup Beppe Grillo e ad alcuni cittadini residenti nella zona e interessati alle relative problematiche. Durante le diverse fasi delle operazioni di bonifica sono stati finora asportati e stoccati in discarica specializzata (secondo le procedure previste dalla legge) quantitativi di materiale contenente amianto pari a circa 3.500.000 kg. Si stima al momento che rimangano da estrarre altri 700.000 kg, mentre sono stati già estratti e pronti per la procedura di smaltimento altri 800.000 kg. Entrando più specificatamente nel merito dei riscontri effettuati finora, è stata evidenziata la presenza di materiali contenenti amianto in diverse tipologie: amianto in miscela fangosa con sabbia e ghiaia, residui di lastre, frammenti e pezzami.

 

Le zone contaminate sono risultate in totale 10, otto delle quali con una dimensione di circa 50 mq ciascuna mentre due più grandi hanno una dimensione di circa 300 mq. Su queste aree si sta ultimando la bonifica, sotto il controllo di tecnici della Provincia di Ancona, dell’Asur, di Arpam e di ispettori incaricati dal Comune di Senigallia.

Lo smaltimento finale del materiale contaminato sta avvenendo nella discarica di Moie di Maiolati, accreditata a ricevere rifiuti pericolosi. Inoltre, è tuttora in corso il procedimento di bonifica delle due zone dove è stata riscontrata una contaminazione da idrocarburi pesanti e rame. Riguardo alla questione del rapporto tra destinazione urbanistica e procedimento di bonifica, questo è normato dall’allegato 3 del D.Lgs. 152/2006. Gli interventi – vi si dice – devono essere finalizzati a eliminare l’inquinamento delle matrici ambientali o a ricondurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti entro i valori di soglia stabiliti per la destinazione d’uso prevista; devono dunque essere adeguati a tale destinazione e attuati con tecnologie riferite alle specifiche caratteristiche dell’area. Al contempo molti, tra cui alcuni consiglieri comunali, hanno ricordato il disposto del comma 3 dell’art. 9 del D.P.R. 08/08/1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto) secondo cui “Al termine dell’intervento di bonifica viene verificato, dalle strutture di vigilanza e controllo, il grado di risanamento raggiunto dall’area, anche al fine di stabilire la destinazione d’uso”.

Le indicazioni contenute nei due disposti normativi non sono in realtà in contrapposizione, ma si completano: prima si stabilisce la destinazione d’uso dell’area (nella fattispecie definita dal Consiglio Comunale nel 1997) e in seguito si predispone il progetto di bonifica, che dovrà al termine essere certificato dalla Provincia. Per ciò che concerne i materiali inerti presenti nell’area sul sovrasuolo e che sono stati classificati come rifiuti, essi sono trasportati dalla ditta per essere macinati nell’impianto in località Montebianco, a Borgo Catena (procedimento di cui è responsabile la Provincia di Ancona), e si può affermare che non contengono amianto. Questo è confermato dai risultati dei test di cessione prescritti dall’Amministrazione Comunale alla ditta sul materiale macinato (che sono stati tra l’altro imposti con una periodicità ben superiore a quella annuale prevista per legge: solo dal 9 gennaio al 17 febbraio scorso ne sono stati effettuati ben 15, tutti risultati non soltanto al di sotto dei limiti previsti dalla legge, ma addirittura inferiori al limite di laboratorio di 0,001 mg/l).

Rispetto alle procedure di vendita degli appartamenti da parte della ditta La Fortezza, si comunica che si tratta in realtà di una promessa di vendita delle unità immobiliari durante le operazioni di bonifica in corso d’opera e prima dell’approvazione del piano attuativo urbanistico. Questo procedimento, seguito dalla ditta proprietaria dell’area, è legittimo e conforme alle norme vigenti nel nostro ordinamento, in quanto attiene a una sfera privatistica di scambio tra soggetti privati. Da ultimo, il Vice Sindaco Ceresoni ha escluso nel modo più assoluto che le operazioni di bonifica in corso siano state oggetto di finanziamenti derivanti da Enti pubblici

19 marzo 2009

UNA PROPOSTA PER IL RECUPERO DELLE MURA STORICHE DI SENIGALLIA

Il gruppo Verdi di Senigallia hanno voluto portare alla discussione cittadina una proposta che vuol essere indirizzo per la redazione di un progetto di recupero delle mura storiche della città e delle sue aree circostanti, tale contributo è rivolto alle forze di maggioranza che governano la città, alle associazioni e a tutti quei cittadini sensibili a tali tematiche, questo documento è stato istruito attraverso un tavolo di lavoro con il gruppo Italia Nostra di Senigallia che ringraziamo per l’importante contributo.

 

LINEE GUIDA PER UN PROGETTO DI RECUPERO DELLA CINTA MURATA DI SENIGALLIA  PROPOSTO DALL’ASSOCIAZIONE DEI VERDI DI SENIGALLIA

FINALITA’

Lo scopo del progetto è quello di restituire visibilità e monumentalità alla cinta murata, ripristinando almeno in parte le altezze originarie e bordandole di un grande prato verde a fruizione pubblica. In questo modo, creando uno stacco netto fra la città cinque-settecentesca e la città contemporanea, si rende immediatamente percepibile l’identità e la forma della città murata e si propone contemporaneamente un’immagine nuova e più leggibile di tutta la città novecentesca.

Con la realizzazione di questo progetto viene migliorata radicalmente la scenografia urbana e con essa il godimento estetico che ne deriva e contestualmente si mette a disposizione dei cittadini un’ampia area verde, che dalla parte del fiume offre grandi possibilità progettuali.

Lo strumento costituirà fin da subito il quadro normativo in cui calare i prossimi interventi a ridosso delle mura e permetterà di evitare interventi edilizi o comunque modifiche degli spazi che possano compromettere il recupero e la riqualificazione integrale di tutto il comparto.

LINEE GUIDA

Il presupposto di partenza dell’operazione è la riprogettazione in modo unitario di tutta la fascia antistante delle mura, e anche retrostante dove ancora esiste, iniziando dalla Rocca fino al bastione della Penna, proseguendo lungo via Leopardi fino al ponte del Portone, costeggiando il fiume sul lato ovest fino a collegarsi con i tratti ancora recuperabili del quartiere del Porto, soprattutto lungo via A. Caro (compresa l’area del bastione) e presso Porta Lambertina. In altre parole tutto lo spazio non edificato prospiciente le mura va considerato in maniera unitaria e riprogettato nelle sue articolazioni, sede stradale, parcheggi e pista ciclo-pedonale, in funzione della valorizzazione delle mura.

Preliminarmente va definita la larghezza della fascia di rispetto delle mura da adibire a verde e a passeggiata, al netto della sede stradale, e va prevista la sua livellazione ad una quota minimale con l’eliminazione di ogni ingombro in alzato.

In secondo luogo all’interno di questo spazio va progettata la realizzazione di una trincea digradante verso le mura dell’ampiezza minima di 3 metri al fine di restituire quanto più possibile l’altezza originaria della scarpa. Sulla scarpa della trincea va posizionato il sistema di illuminazione delle mura.

In terzo luogo sul bordo esterno di questa fascia di rispetto verso la strada va progettato un percorso continuo ciclo- pedonale con il minimo elevato possibile.

Lo spazio da destinare a verde fra la strada e le mura deve risultare il più ampio possibile con priorità su tutte le altre funzioni, compresa la pista ciclo-pedonale.Va poi adibito a prato e arredato sobriamente, eliminando ogni camminamento in cemento, senza escludere qualche panchina e qualche elemento vegetale, ma sempre in modo da non ostacolare la veduta delle mura. L’idea è che possa essere fruito liberamente dai cittadini, anche per sdraiarsi e prendere il sole.

Al margine del percorso pedonale verso la strada va prevista una linea di vegetazione di esemplari ad alto fusto, con ampia chioma e alla distanza di quindici metri l’uno dall’altro in modo da garantire decoro e ombreggiatura e lasciare sempre libera la veduta delle mura. La specie più adatta per motivi storici, di funzionalità e di arredo sarebbe quella del pino marittimo, compatibilmente con le condizioni e la destinazione d’uso degli spazi. Certamente la loro collocazione non comporterebbe alcun problema sul lungomisa e attorno il bastione della Penna fino alla Rocca.

La sede stradale di via Leopardi può essere dimensionata anche diversamente, prevedendo un marciapiedi uguale e continuo sul lato delle abitazioni e la realizzazione di un parcheggio auto a spina di pesce sullo stesso lato, ma lasciando libero il lato verso le mura, dove dovranno essere eliminati anche i tabelloni per la pubblicità .

Perché il progetto possa realizzarsi in tutte le sue potenzialità e cambiare veramente il volto della città storica è necessario anche prevedere e disporre una serie di strumenti normativi diretti ad acquisire nei tempi opportuni le aree private e ad eliminare per quanto possibile i volumi di varia natura che coprono attualmente le mura.

Le aree private da acquisire sono la fascia degli orti lungo il bastione della Penna lato mare, gli spazi ancora liberi lungo le mura del Porto, compresa quelli interni verso via Rodi e sul bastione, e tutti gli altri spazi liberati dalle eventuali delocalizzazioni.

L’eliminazione dei volumi riguarda ovviamente quelli destinati ad attività artigianali e commerciali, comprendendovi i chioschi fra Largo Puccini e la curva della Penna, le costruzioni a varia destinazione d’uso sul lato del fiume Misa, alcuni capannoni a ridosso del bastione del Porto, il capannone che contiene un’officina di elettrauto di fronte alla Rocca e l’ampio edificio che ospita un centro commerciale, che dovrebbe essere almeno riportato alla dimensione originaria. Questi interventi possono essere resi possibili da un piano di delocalizzazione delle attività, da inserire già nel Piano del Centro Storico e da normare poi con apposito strumento.

TEMPI DI REALIZZAZIONE

Un progetto di questa portata, che prevede la trasformazione di uno dei settori più delicati dell’area urbana storica e tale da incidere fortemente su interessi consolidati pone ovviamente molti problemi e difficoltà e per essere attuato integralmente richiede che maturino via via le condizioni entro cui calare i singoli interventi, soprattutto quelli che si riferiscono alla delocalizzazione delle attività, che possono richiedere forse in qualche caso anche interventi di esproprio. Di conseguenza la prospettiva temporale finale non può che essere pluridecennale e il progetto si pone come punto di partenza e come quadro prospettico in cui incanalare risorse e idee per la costruzione di una nuova immagine di tutta la città, non solo di quella storica.

11 febbraio 2009

UN BILANCIO PER LE POLITICHE GIOVANILI

 

Le più moderne e avanzate ricerche che analizzano i bisogni dei giovani, si incentrano su lavoro, formazione, casa e partecipazione.

 

I cardini delle politiche e dei servizi rivolti ai giovani della nostra città sono incentrati sul reperimento di finanziamenti europei collegati a progettualità che tendono a sviluppare competenze in seno alla intercultura,; sullo sviluppo di spazi e attività per i giovani sia di diretta gestione comunale (centri di aggregazione) sia gestiti direttamente da associazioni, che collaborano con il comune (ad esempio il circolo Gratis e l’Associazione La Stanza); su progetti fondati sull’orientamento alla scelta ed esperienze di stage in aziende del luogo; sul protagonismo dei giovani, che sempre più si associano e danno vita a progetti e laboratori musicali, teatrali, cinematografici…

Aumentare la partecipazione dei giovani alla vita della cittadinanza presuppone l’accesso all’informazione, al lavoro e alla cultura , favorendo l’associazionismo.

Le politiche per i giovani dell’Amministrazione Comunale hanno quindi come presupposto la necessità di promuovere la partecipazione ed il protagonismo giovanile, valorizzando la cultura e l’espressione artistica.

La partecipazione presuppone anche il sostegno all’associazionismo giovanile, rappresentando una risorsa importante per partecipare attivamente e con proposte alla vita della comunità.

La definizione di una identità europea e la globalizzazione dell’economia con l’aumento dei fenomeni migratori impongono un approccio interculturale che ha trovato importanti canali di finanziamento nella comunità europea.

L’accesso all’informazione viene garantita attraverso una struttura articolata quale quella dell’informagiovani e mediateca, che produce materiali cartacei e multimediali, attraverso documentazione raccolta e autoprodotta, attraverso pubblicazione sul web con sito dedicato e blog tematici. Il centro offre strumenti per la riduzione del digital divide, per prevenire l’insorgenza di fenomeni di esclusione sociale. Il centro permette anche l’accesso alla rete internet con dieci postazioni gratuite e la registrazione al sistema wifi, che consente l’accesso direttamente dal proprio portatile nelle aree coperte dal servizio. Vengono anche realizzati percorsi di orientamento alla scelta per vari segmenti di popolazione adolescenziale e giovanile.

L’amministrazione comunale incentiva anche l’aggregazione giovanile mettendo a disposizione strutture e risorse economiche per promuovere la progettualità e l’associazionismo.

Vengono sostenute anche quelle associazioni che propongono iniziative culturali che puntino alla valorizzazione dell’identità e della cultura proposta dai giovani.

 

Simone Ceresoni

- Vicesindaco con delega alle Politiche giovanili -

6 febbraio 2009

SALVAGUARDIA AMBIENTALE E RILANCIO DEL TURISMO, UN BINOMIO POSSIBILE

 

Che il rilancio del turismo passi per la tutela dell’ambiente e del territorio è dire cosa ormai condivisa, che il nostro litorale rappresenti oggi ancor più di ieri, un ambiente da valorizzare e salvaguardare attraverso politiche coordinate e lungimiranti è cosa quasi scontata, non è però stato sempre così. La nostra costa ha subito nel passato di spinte speculative che hanno portato alla liquidazione di tante piccole e grandi realtà alberghiere e la loro trasformazione in complessi abitativi, per lo più deserti per nove mesi all’anno. Stessa sorte hanno subito tante aree, specialmente nella riviera di ponente, con i risultati oggi evidenti. A queste spinte speculative la politica ha in questi ultimi anni dovuto porre rimedio, attraverso atti concreti di pianificazione dei quali si comincia oggi a cogliere i risultati.

La redazione di un importante strumento, lo Studio di Inquadramento Operativo (SIO) , e la successiva Variante di valorizzazione e salvaguardia della fascia costiera approvata nel 2005, rappresentano lo spartiacque definitivo rispetto alle politiche del passato. Questi strumenti hanno attribuito alla nostra fascia costiera un valore nuovo e articolato che passano per un riconoscimento delle diverse peculiarità dei 18 km di costa senigalliese, con aree destinate a un processo di rinaturalizzazione attraverso la formazione di Parchi litoranei marini, in un rapporto di integrazione tra attività antropiche (in special modo il turismo) e elementi naturali.

Su tali indirizzi i Verdi di Senigallia hanno costruito il loro rapporto con le forze di maggioranza che governano la città, sul riconoscimento di tali valori continuiamo a operare con atti concreti, conseguenti alle scelte che abbiamo contribuito a costruire.

Troviamo pienamente congruenti le previsioni del progetto Ecogate, del Piano d’area ex colonie marine che, pur nella gradualità degli interventi, darà a quel tratto di Water front, un aspetto più moderno e una maggior attenzione a ciclisti e pedoni a discapito delle automobili. Allo stesso modo l’intervento di riqualificazione dell’area Sacelit-Italcementi offre una occasione di rilancio del turismo attraverso un polo fortemente qualificato.

Dunque, secondo le indicazioni del Sio, progettazioni diversificate in relazione alla peculiarità dei luoghi come espressione di precise vocazioni.

Tra tanti aspetti vale la pena di ricordare che l’approvazione della variante di costa pose  fine al contestato episodio della realizzazione delle Piramidi di Cesano, caso emblematico che in quegli anni pose Senigallia alla ribalta della cronaca nazionale non tanto per la bellezza delle sue spiagge, quanto per la realizzazione di questi complessi edilizi, giustamente definiti da molti “ecomostri”, in un contesto ambientale particolarmente delicato, tra la spiaggia e la foce del fiume Cesano.

Cosa siano oggi le piramidi e quale contributo diano all’offerta turistica della nostra città è cosa evidente a tutti; così come è evidente che qualsiasi ampliamento di tale complesso comporterebbe una compromissione, a questo punto definitiva, di qualsiasi possibilità di recupero del degrado urbano, sociale e ambientale che deriva dalla realizzazione di questo “non luogo”. Tutto ciò non può che indurci a ulteriori riflessioni sulla inadeguatezza di certe scelte del passato e sulla necessità di costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile, che riqualifichi l’offerta turistica, in un’ottica di rivalutazione degli aspetti ambientali propri della nostra costa.

 

Roberto Curzi

5 febbraio 2009

LA CITTA’ EDUCATIVA

 

Relazione sulle politiche amministrative circa il tema della pubblica istruzione presentata nelle competenti commissioni consiliari in fase di presentazione del bilancio di previsione 2009

(4 febbraio 2009)

A fronte degli 8 miliardi di euro di tagli programmati per il prossimo triennio dal governo centrale in materia di pubblica istruzione, l’amministrazione comunale di Senigallia propone – entro le previsioni del bilancio 2009 – di consolidare i servizi scolastici (mense, trasporti, sostegno al diritto allo studio, piano dell’offerta formativa territoriale, assistenza scolastica per alunni in difficoltà e migranti) che nel corso di questi anni hanno raggiunto livelli di assoluta qualità. Le previsioni nei capitoli di bilancio a sostegno della pubblica istruzione per l’anno 2009 registrano una somma superiore all’assestato dell’anno precedente (2008) pari al 4%.

Grande attenzione verrà come sempre prestata anche alla redazione del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale di Senigallia che vede impegnati Comune e Scuole nella realizzazione della città educativa.

Sempre di più, infatti, in una società articolata come quella di oggi si avverte la necessità di un’opera educativa capace di mobilitare tutte le migliori energie di una comunità locale, di sollecitare tutti gli apporti, le opportunità formali ed informali.

Le nuove normative varate dal governo centrale impongono un forte impegno da parte del Comune per tentare di attenuare o eliminare le possibili ricadute negative sul sistema di istruzione locale.

L’impegno sarà certamente quello di mettere in campo tutti gli interventi perequativi possibili per evitare una alterazione sostanziale della qualificata offerta scolastica del primo ciclo di istruzione e per consolidare il radicamento territoriale delle nostre scuole.

Quanto sia complesso il mondo della scuola e di quante tessere si componga il suo mosaico non è, a mio parere, sufficientemente conosciuto. In una fase di grandi mutamenti di questa “ realtà “ ritengo che anche discutere di bilancio di previsione per il settore educazione offra una opportunità di approfondimento e di acquisizione di nuove conoscenze. La mia convinzione è che il ruolo e il destino della scuola pubblica appaiono strettamente intrecciati con quello civile e democratico del nostro paese perché il sistema formativo può contribuire fortemente alla definizione di un nuovo “ tipo umano “ se sa offrire pari opportunità formative e partecipative ma principalmente se sa fornire alle ragazze a ai ragazzi di oggi (e cioè alle donne e agli uomini di domani) una griglia concettuale che organizzi le informazioni e produca significati . Se al contrario si fa prevalere una visione economicista condita con tecnicismi formali si rischia di minare alle fondamenta un presidio territoriale di democrazia. Il ruolo svolto dai Comuni nei confronti della scuola offre un punto di vista tra i più interessanti e ricchi perché permette di vedere da vicino la minuta complessità di azioni, fatti e strumenti che formano e accompagnano la vita della scuola. Interessante perché deve determinare le condizioni materiali di esistenza delle Istituzioni Scolastiche – le aule, i banchi, le sedie, la refezione scolastica – che spesso diventano preoccupazioni assillanti. Le competenze dei Comuni sono ampie e importanti, assolutamente vitali, ma non quelle centrali dell’attività didattica in senso proprio; ed è con questa contraddittoria presenza, che fa essere l’ente locale contemporaneamente marginale e centrale nel mondo della scuola, che dobbiamo fare i conti. L’Amministrazione ha deciso di interpretare le sue ampie ma frammentate competenze come strumenti di collegamento tra la vita della scuola e quella della città, cercando di collocarle dentro una strategia di integrazione e crescita civile. La scuola oltre la scuola è stato lo slogan per definire le nostre azioni. La caratteristica costante è stata il tentativo di andare, appunto, oltre.

Oltre la consueta attività scolastica.

Oltre il tempo canonico dello studio;

Oltre le sedi, nel tentativo di scavalcare il limite fisico dell’edificio scolastico alla scoperta della città, dei luoghi , delle persone.

E’ questo il percorso che intendiamo continuare.

 

 

Simone Ceresoni

Vicesindaco – con delega alla pubblica istruzion

RELAZIONE PER LA COMMISSIONE BILANCIO – AMBIENTE MOBILITA’

 

UN AMBIENTE DI QUALITA’ E UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

 

Il bilancio di previsione 2009 ha tra i suoi obiettivi strategici quelli di contiunuare a perseguire una mobilità sostenibile ed un’elevata qualità ambientale.

Questa visione, comune a tutti i governi locali in ambito europeo, che hanno dato vita allo strumento di Agenda 21 delle città e delle regioni sostenibili si concretizzerà con una serie di impegni, che possono rappresentare un significativo passo in avanti, per tradurre la visione di un futuro urbano sostenibile in precisi obiettivi di sostenibilità e in azioni a livello locale.

  1. Per ciò che concerne le risorse naturali si partirà dall’assunto secondo il quale l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili è un obiettivo irrinunciabile per quanti hanno a cuore le sorti del pianeta. Per tal motivo sarà necessario promuovere il risparmio energetico e introdurre l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili sul territorio comunale. In modo particolare in questo anno si provvederà ad introdurre tali finalità con l’approvazione del Piano Energetico Ambientale comunale, strumento attuativo del PEAR, che conterrà le indicazioni di buone pratiche recepibili da enti pubblici, privati e aziende sul tema del risparmio energetico, efficienza e uso dei fonti pulite e rinnovabili. Allo stesso modo si interverrà nel formulare precise previsioni nel nuovo Regolamento edilizio. Interventi, in coerenza con il PEAC, sono previsti e finanziati per il 2009 su edifici di proprietà comunale come ad esempio l’installazione di impianti di solare termico sugli edifici degli impianti sportivi (quali lo Stadio Bianchelli, il campo di calcio delle Saline e il campo di calcio di Marzocca), l’impianto di cogenerazione della piscina delle Saline, gli interventi per promuovere l’efficienza energetica della pubblica illuminazione, che si vanno ad aggiungere all’intervento in corso d’opera del sistema fotovoltaico sugli uffici comunali della Nuova Gioventù. Sempre a questo riguardo andrà approfondita e progettata la possibilità di utilizzare l’area dell’ex discarica di sant’Angelo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico.

  2. Sarà tutelata la biodiversità e conservate le dinamiche che fondano gli equilibri dell’ecosistema a livello locale. In questo senso verrà promossa con apposite campagne e specifiche azioni la qualità delle acque (superficiali e sotterranee), del suolo e dell’aria contro tutte le forme di inquinamento (da cicli industriali dimessi o operanti, inquinamento atmosferico da gas di scarico, acustico, elettromagnetico, luminoso). Per ciò che riguarda in modo particolare l’inquinamento atmosferico da polveri sottili, di cui la nostra città soffre al pari delle altre realtà urbane collocate nella zona del medio Adriatico, l’Amministrazione Comunale sta partecipando con impegno e attenzione alla redazione del piano di risanamento della qualità dell’aria che la Regione Marche sta elaborando in modo tale da contenere gli agenti inquinanti, entro i limiti designati dalla normativa europea. Mentre per ciò che riguarda l’area Sacelit – Italcementi si prevede di concludere il processo di bonifica entro il primo semestre dell’anno, per l’area della ex – fonderia Veco si darà seguito ai procedimenti di caratterizzazione del terreno, redazione, approvazione ed esecuzione del progetto di bonifica. Inoltre ci si dovrà attivare per mettere in campo, con la collaborazione della Regione Marche, dell’Arpam e dell’ASUR un censimento in ambito comunale dei manufatti di proprietà privata con materiale contenente amianto e per stipulare un protocollo d’intesa tra Comune, Asur, impianti di smaltimento, ditte specializzate operanti nel settore, istituiti di credito, per definire procedure semplificate a costi accessibili, anche con mutui a tasso agevolato, in riferimento a tutti quei privati, che vogliono o si trovano nelle condizioni di dover smaltire materiale contenente amianto.

  3. Di concerto con le associazioni ambientaliste e gli altri soggetti interessati, occorrerà promuovere forme di gestione dell’Oasi di San Gaudenzio atte a garantirne la valorizzazione e fruibilità.

  4. Per ciò che riguarda il verde pubblico e il paesaggio (in ambito urbano e in quello extraurbano), che è direttamente correlato al più ampio concetto di qualità nella organizzazione dello spazio specie in ambito relativo al centro abitato, verrà dato incarico per redigere il Piano Strutturale del Verde Pubblico o Nuovo Piano Urbano del Verde, inteso come strumento capace di porre in salvaguardia gli elementi paesaggistici più rilevanti del nostro territorio (le dune lungo il litorale e il paesaggio agrario in campagna) e di orientare le scelte del presente e del futuro nella progettazione e nella manutenzione dei viali, delle aree verdi, dei giardini pubblici e nel preservare e sviluppare la presenza di essenze arboree nel territorio comunale anche in ambito privato. Occorrerà progettare la riconfigurazione dei viali alberati cittadini con nuove piantumazioni di alberi idonei a svolgere tale funzione, rilanciare il progetto Bosco Mio, entro l’azione del Centro d’Esperienza Bettino Padovano, e continuare nel lavoro di riqualificazione e cura delle aiuole, coinvolgendo anche, in qualità di sponsor, privati e aziende. In modo particolare nel corso del 2009 sarà data attuazione alla realizzazione del parco urbano delle Saline (con la redazione di un progetto qualificato e partecipato dagli organi istituzionali e dalla comunità locale) e alla riqualificazione dei giardini Catalani.

  5. Inoltre grazie alla operatività dello Sportello Informanimali, che dovrà essere potenziato mettendolo in rete con gli altri soggetti operanti nel settore della tutela degli animali (Asur, polizia municipale, guardie zoofile, canile convenzionato con il Comune di Senigallia) sarà possibile promuovere la cultura di una città capace di sviluppare un corretto rapporto tra uomo e gli altri esseri animali. In modo particolare saranno avviate campagne di prevenzione del randagismo, di adozione degli animali ricoverati presso il canile, di sterilizzazione delle colonie feline, di contenimento della popolazione dei colombi urbani, di disinfestazione e di derattizzazione. Dal rapporto con le associazioni e con i singoli volontari operanti sul territorio si potrà dare origine alla Banca del Tempo Zoofilo e all’apertura in aree idonee di strutture capaci di ospitare le colonie feline. Nel 2009 si darà attuazione, nelle forme dovute, alla possibilità di far accedere gli animali d’affezione (accompagnati dai proprietari) nella spiaggia durante la stagione estiva e verrà realizzata una apposita area in zona Saline – Capanna per realizzare una nuova area free – dog, al pari di quella esistente in zona Parco della Pace. Stessa previsione potrà essere inserita nella redazione del progetto di attuazione del parco delle Saline. Inoltre nella logica di area vasta, in collaborazione con la Provincia di Ancona, la Regione Marche e i Ministeri competenti, sarà necessario programmare sul nostro territorio la realizzazione di un canile pubblico comprensoriale dotato di un’area verde attrezzata per il ricovero degli animali e per il tempo libero delle persone. In questo ambito andranno trovate le risorse anche dalla compartecipazione dei comuni del comprensorio.

  6. In materia di modalità di consumo e di stili di vita responsabili l’ente comunale avrà modo di promuovere il prevenire degli sprechi, il riuso e il riciclo delle materie, gli acquisti verdi e solidali. In modo particolare sarà necessario che il Comune di Senigallia, secondo le logiche proprie dell’Ecomunicipio, continui ad utilizzare nel suo agire il criterio ecologico per acquistare beni e servizi, vale a dire che si tenga in debito conto quel requisito che deve essere rispettato da un prodotto e che attesta che quel dato bene o processo produttivo ha un impatto ambientale ridotto.

  7. Per ciò che riguarda il ciclo di gestione integrata dei rifiuti con l’approvazione del Regolamento comunale, l’adozione del Manuale di controllo del soggetto gestore del servizio e l’ampliamento del servizio di raccolta differenziata porta a porta in tutto l’ambito comunale (Castellaro, Roncitelli, San Silvestro, Filetto, Grottino e Brugnetto) il 2009 sarà l’anno del consolidamento dei risultati raggiunti (circa il 60% di raccolta differenziata dei rifiuti) e del necessario miglioramento dei servizi offerti (spazzamento, e pulizia della città; gestione delle modalità organizzative della raccolta dei rifiuti, migliore collocazione e migliore gestione delle isole ecologiche, che vengono utilizzate da alcuni esercizi commerciali nel centro storico e nella zona centrale del lungomare di levante).

  8. In tema di mobilità, entro il più ampio processo del Forum di Agenda 21, ragionando non più per compartimenti stagni e separati ma per l’integrazione di sistemi e avendo come obiettivo la riduzione della mobilità privata su gomma a favore dell’uso dei mezzi pubblici, l’incentivo dell’uso della bicicletta sarà adottato il Piano della Mobilità o Piano Generale del Traffico Urbano, strumento capace di fotografare e migliorare la sostenibilità della mobilità attuale sia urbana che di connessione con le direttrici extraurbane, ma soprattutto capace di tracciare le linee di indirizzo e gli scenari della mobilità futura, avendo in considerazione anche le scelte che verranno programmate in materia di grande viabilità e in materia di infrastrutture a servizio della mobilità. In questo senso occorrerà tenere conto del progetto della Complanare, del progetto, che su scala provinciale, prevede la realizzazione della metropolitana di superficie e dei progetti avviati per la realizzazione di parcheggi scambiatori in area periferica e parcheggi in struttura a servizio del centro storico, dei lungomari e delle altre aree strategiche urbane. Il Piano Generale del Traffico Urbano sarà volto a migliorare l’assetto viario attraverso l’ottimizzazione dei flussi con i seguenti obiettivi: corretta canalizzazione del traffico; potenziamento dei percorsi pedociclabili e la loro messa in sicurezza, riduzione del traffico nel centro storico e nei nuclei di quartiere e delle frazioni; riordino del traffico nella zona a mare tenendo conto delle diverse esigenze stagionali. In modo particolare saranno oggetto di aggiornamento i piani urbani del traffico delle frazioni di Marzocca, Vallone, Borgo Catena, Borgo Ribeca e del quartiere definito come zona dell’ex piano regolatore. Nel 2009 si darà anche attuazione definitiva del progetto del vigile elettronico per il controllo sistemico degli accessi alle aree pedonali e alle zone a traffico limitato istituite entro le mura settecentesche del centro storico della città.

  9. In materia di trasporto pubblico urbano nel 2009 si prevede di ottimizzare l’offerta di mobilità collettiva – dopo l’avvenuto ampliamento dei servizi offerti- con un progetto di sistematizzazione delle fermate e realizzazione di una nuova grafica sulle paline e con la stampa di materiale informativo a beneficio degli utenti con una scheda realizzata per ogni linea, indicando, in modo chiaro, i percorsi, la durata dei tragitti, gli orari invernali ed estivi e le fermate. A seguito dell’assegnazione da parte della Regione Marche di ulteriori 27.046 chilometri si procederà, in corso d’anno, al potenziamento estivo ed invernale di alcune linee urbane (come ad esempio nella nuova area urbana di Cesano e in alcuni centri abitati dell’entroterra del nostro comune) e all’avvio sperimentale del servizio di trasporto a chiamata.

  10. Per ciò che riguarda la “mobilità dolce” nel 2009 l’obiettivo da conseguire è quello di collegare meglio e mettere in maggiore sicurezza i tratti di pista ciclabile già realizzata. In modo particolare verrà realizzato il prolungamento del percorso ciclabile lungo la sponda destra del fiume Misa, che metterà definitivamente in collegamento tutte le frazioni posizionate sull’arceviese da Casine di Ostra a via dell’Angelo, entro il progetto del Percorrimisa.

  11. In tema di pianificazione territoriale sarà necessario adoperarsi per una integrazione delle politiche ambientali, urbanistiche, sociali e culturali volte a promuovere una maggiore vivibilità. In questo senso è stato redatto il Piano di Risanamento Acustico, che verrà portato all’attenzione del Consiglio Comunale entro il primo trimestre. Mentre sarà data attuazione al Piano di localizzazione e di delocalizzazione delle antenne a servizio della telefonia mobile e degli impianti di radiodiffusione volto a tutelare la popolazione e l’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico, secondo il principio di precauzione e le previsioni della normativa regionale vigente.

  12. L’azione della Protezione Civile sarà svolta avuto riguardo alla necessità di creare tutte le condizioni atte a prevenire situazioni di pericolo per i cittadini dal rischio di eventi calamitosi sismici e quelli relativi al dissesto idrogeologico. In questo senso occorrerà interagire con gli enti sovra ordinati, nella logica di area vasta, nell’opera di pianificazione avente per oggetto la difesa delle coste, la prevenzione dal rischio idraulico, la lotta all’erosione del suolo e la stabilità dei versanti. Per ciò che riguarda il progetto delle vasche di espansione lungo le sponde del Misa, si darà attuazione con la Regione Marche e la Provincia di Ancona ad un progetto più efficace da un punto di vista idraulico, più economico e più sostenibile da un punto di vista ambientale (anche seguendo la logica della rinaturalizzazione e dei principi di ingegneria naturalistica), rispetto al vecchio progetto elaborato all’inizio degli anni ’90. Inoltre sarà necessario redigere il piano di emergenza nel caso di eventi sismici e allo stesso tempo divulgarlo e renderlo operativo insieme al piano di emergenza per il rischio idrogeologico, anche in collaborazione con le associazioni, gli enti e le scuole, che collaborano con l’ente comunale nella gestione delle fasi di crisi. Opportuno, dopo attenta verifica, sarà l’aggiornamento del Piano di Emergenza riguardante il sito industriale presente sul nostro territorio e avente le caratteristiche di processo produttivo ad alto rischio ambientale qualora si rilevassero particolari elementi di rischio per i cittadini e i centri abitati. Occorrerà attivare quanto necessario per prevedere la definitiva delocalizzazione delle attività incompatibili.

  13. Continuerà l’attività a pieno regime il Centro educazione Ambientale – Centro d’Esperienza “Bettino Padovano”, con attività, laboratori ed esperienze rivolte al mondo della scuola (come ad esempio il mobility game) e della città tutta. In questo anno occorrerà dare alla stessa struttura una progettazione, che la caratterizzi come luogo significativo sia a livello cittadino, che sovra comunale dell’educazione in campo ambientale.

Simone Ceresoni

Vicesindaco con delega alla mobilità e all’ambiente

13 dicembre 2008

Novità sull’acqua

Next Page »