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21 aprile 2005

Giunta in stallo, il sindaco vuole una donna

Dal Corriere Adriatico di oggi:

Giunta in stallo, il sindaco vuole una donna

SENIGALLIA – Più che un “problema” di nomi e di deleghe sembra essere una questione e di sesso. Donne in giunta e presidenza del consiglio. Argomenti, non di poco conto, che Luana Angeloni è impegnata ad affrontare decisa a presentarsi martedì, prima seduta del consiglio comunale del mandato 2005-2010, con la squadra pronta anche se il rischio che ci vorrà qualche giorni in più è sempre presente. Proprio così la questione donne per la squadra di governo sarebbe attualmente il freno principale alla composizione della giunta dato che dai partiti le indicazioni sarebbero di natura diversa da quelle del primo cittadino.

Il criterio che avrebbero adottato i partiti di maggioranza sarebbe uno dei più semplici indicando quali possibili assessori coloro che, eletti in consiglio comunale, hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. Con questo metodo, stando a come sono andate le cose, la presenza femminile sarebbe da escludere: il nuovo consiglio comunale conta solamente una donna nelle fila Ds. Il sindaco non si scosta però da quanto affermato durante la campagna elettorale e lo stesso giorno che è stata rieletta ribadendo la volontà di voler essere affiancata nell’ esecutivo da donne. Una direzione che non coincide con quella dei partiti “orfani” della compagine femminile che non ha avuto il risultato sperato.

A questo dato di fatto va aggiunto che non tutti i partiti, se non addirittura nessuno, sarebbero favorevoli ad un inserimento di donne in giunta provenienti magari da quei partiti che non hanno superato lo sbarramento del 3%. Dunque, almeno sino ad oggi, le delegazioni nell’esecutivo sono per la totalità maschili. I Ds si presenterebbero con Maurizio Mangialardi e Fabrizio Volpini e sul terzo nome vi sarebbero più ipotesi con in lizza Stefano Schiavoni, Mario Cavallari e nelle ultime ore anche Lorenzo Magi Galluzzi. Meno dubbi vi sarebbero in casa Margherita dove sono in “pole position” Michelangelo Guzzonato, Francesco Stefanelli e Massimo Marcellini. Rifondazione Comunista è in corsa con Luigi Rebecchini mentre i Verdi, che ancora confidano nel secondo assessorato, puntano su Simone Ceresoni.

Ecco allora che, stando ai numeri, le donne rimangono fuori dalla regia del comune di Senigallia. Questo in sostanza il problema che riguarda il sindaco nei confronti dei partiti e viceversa, ma i nodi da sciogliere non mancano nemmeno tra i partiti stessi. Ds e Margherita sono decisi ad avere un esponente di bandiera sullo scranno più alto del consiglio comunale. Da una parte la Quercia rivendica il ruolo di primo partito di maggioranza mentre il partito di Rutelli la “consuetudine” che vuole che il partito che ha il sindaco ceda sulla presidenza del consiglio.

Se gli equilibri di giunta per la Margherita dovessero rimanere quelli appena citati è plausibile pensare che il candidato sia Gennaro Campanile, già capogruppo nella scorsa legislatura. I Ds avrebbero più nomi da spendere in base all’evoluzione della delegazione di giunta. Si penserebbe dunque a Mario Cavallari, presidente del consiglio prima del governo Angeloni, Stefano Schiavoni, ex segretario Ds, Fabrizio Volpini, capogruppo nello scorso mandato e Silvano Paradisi, voce capogruppo con Volpini. Sulla presidenza la partita è dunque aperta, di certo c’è solamente che martedì a presiedere il consiglio comunale sarà Maurizio Mangialardi quale consigliere anziano (il più votato) che dovrà regolare le operazioni di voto per l’elezione del presidente.

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