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18 gennaio 2006

Rimane seria la situazione Pm10 a Senigallia

Il 2005 ha visto miglioramenti consistenti rispetto al problema delle polveri sottili. Probabilmente per le prime misure attuate rispetto al piano della sosta nel centro storico e alla nuova viabilità, insieme a condizioni meteoclimatiche più favorevoli.

Siamo passati da 124 giornate di sforamento dei limiti nel 2004 a 47 giornate nel 2005. Il problema non è risolto, tutt’altro. Sono necessari ulteriori interventi, visto che dal 2010 l’Unione Europea prevede un massimo di sette giornate di superamento dei limiti.

Segue l’articolo del Corriere Adriatico di ieri, con un titolo forse eccessivamente allarmistico (vende realmente di più?).

SENIGALLIA – Impennata delle Pm10 nelle prime due settimane dell’anno mentre nel 2005 Senigallia è risultata la città meno inquinata della provincia di Ancona. Intanto per il 2006, iniziato con valori troppo alti, il Comune punto ad una riorganizzazione della viabilità come provvedimento anti-smog. In cantiere più sensi unici, “strade calamita” e rotatorie oltre al bollino blu per le caldaie.

Stando ai dati rilevati dall’Arpam, Senigallia la spunta a livello provinciale anche se è battuta dai comuni dell’ascolano e del maceratese che hanno saputo far di meglio. Il bonus delle 35 giornate concesse dalla normativa è stato comunque sforato nel 2005. La centralina della Penna ne ha rilevate 47, anche se il confronto con l’anno precedente è senz’altro lusinghiero. Nel 2004 le giornate di smog erano state addirittura 124. Nessuna tregua invece per il 2006 con le Pm10 in agguato. Le prime avvisaglie si sono avvertite il 4 gennaio con i 67,9 microgrammi. Da martedì scorso assistiamo invece ad una costante presenza di valori oltre la soglia, oscillanti tra i 65 microgrammi e gli 82,5. “Per il 2006 è confermato il limite dei 50 microgrammi e le 35 giornate in cui è consentito superare tali limiti – spiega Walter Vignaroli, responsabile del Servizio Aria dell’Arpam – nel frattempo dobbiamo prepararci al 2010 quando il limite rimarrà invariato ma le giornate per superarlo non potranno essere più di sette”.

Il 2004 era stato l’anno delle targhe alterne e delle domeniche a piedi che, visto l’andamento complessivo, non sono servite a molto. Blocchi al traffico sono stati quindi rigettati dall’amministrazione, che nel 2005 ha scelto altre vie, le stesse che intenderà percorrere per l’anno appena iniziato. Attraverso la politica dei sensi unici e della riduzione degli impianti semaforici, il Comune intende entrare nel vivo del problema intervenendo direttamente sulla causa dello smog: gli scarichi delle automobili in primo luogo e le emissioni delle caldaie in seconda battuta. Sensi unici: Percorsi più lunghi provocheranno un dispendio maggiore di tempo per gli automobilisti che, come rovescio della medaglia, non saranno più costretti a sottostare a lunghe file.

Proprio l’incolonnamento dei veicoli fermi rappresenta il nemico numero uno per la qualità dell’aria. La politica dei sensi unici è già stata in parte sperimentata con la nuova viabilità in vigore dal 24 settembre scorso. L’interdizione al traffico del ponte Portone ha creato un effetto “giro dell’oca”, rendendo al tempo stesso il traffico più scorrevole. Fatto salvo l’imbuto di viale Leopardi e via Petrarca, trappola per gli automobilisti nelle ore di punta. Sensi unici che domineranno a partire dal quartiere del vecchio piano regolatore. Il traffico verrà intercettato nelle cosiddette “strade calamita” per liberare dallo smog i quartieri residenziali. Progetto ancora tutti in itinere al quale sta lavorando l’assessorato alla Mobilità. Rotatorie al posto dei semafori: Il principio è sempre lo stesso dei sensi unici. I semafori creano file, le file creano una concentrazione dei gas di scarico e quindi inquinamento. Garantendo un movimento continuo, le rotatorie alleviano in qualche modo il disagio delle lunghe code a vantaggio della salute. Esperimento ben riuscito nell’incrocio dell’ospedale. Gli uffici tecnici stanno studiando il modo di introdurle in altre zone della città, dove spegnere i semafori.

[Corriere Adriatico]

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