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27 marzo 2006

Rifiuti: Rispettare il piano provinciale

Nubi all’orizzonte nella provincia di Ancona rispetto ai rifiuti. Un nuovo progetto rischia di favorire l’incenerimento dei rifiuti, anche se per ora non sul nostro territorio. Nel frattempo la raccolta differenziata rimane a livelli largamente insufficienti, anche rispetto alle medie nazionali e regionali. Segue il testo di un comunicato inviato alla stampa.

Rifiuti: Rispettare il piano provinciale

I Verdi di Senigallia chiedono alla Provincia di Ancona e a tutti gli enti locali di rispettare le indicazioni del vigente Piano provinciale per la gestione dei rifiuti e di attuarlo in ogni sua parte. Preoccupano le voci riguardo alla richiesta di alcuni comuni della valle del Misa per continuare a conferire rifiuti nella discarica di Castelcolonna, da ampliare, rispetto alla discarica di Corinaldo, sito individuato dal Piano provinciale.

I Verdi chiedono la semplice applicazione della legge che prevede il raggiungimento del livello minimo del 35% di raccolta differenziata prima di valutare ogni soluzione che comporti l’incenerimento dei rifiuti. Bruciare i rifiuti, come hanno dimostrato scientificamente l’Università inglese di Exeter, Greenpeace e WWF Italia, non comporta alcun beneficio, né per il recupero di energia, né per la salute dell’uomo e dell’ambiente.


La soluzione prospettata dal CIR33 Consorzio Vallesina-Misa alla Provincia di Ancona di realizzare un impianto di trattamento della frazione secca da raccolta differenziata del Consorzio di Bacino n.2 – quello dove insiste Senigallia – per la produzione di CdR (Combustibile da Rifiuto) non è accettabile, né sul piano politico, né su quello del trattamento dei rifiuti.

Realizzare un impianto simile significa incentivare la produzione di rifiuti e lo spreco di energia conseguente all’incenerimento degli stessi. La Regione Marche ha deciso, grazie anche ai Verdi, di non autorizzare nuovi impianti di incenerimento sul territorio regionale. Il CdR prodotto dall’impianto ipotizzato dovrebbe quindi essere trasportato fuori regione e bruciato in altri impianti, favorendo oltre tutto il traffico di rifiuti.

I Verdi si batteranno in tutte le sedi istituzionali perché la raccolta differenziata, a partire dalla frazione umida, raggiunga rapidamente il livello del 35% e lo superi: nel Trentino Alto Adige il recupero raggiunge già oggi punte del 70%.

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