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28 maggio 2006

Bacchettate Ds a Rifondazione e Margherita

Dal Corriere Adriatico di ieri la dichiarazione dei Verdi su quanto successo in consiglio mercoledì scorso (mancanza del numero legale a causa dell’uscita del consigliere di Rifondazione Comunista Roberto Mancini e di quello della Margherita Campanile).

Bacchettate Ds a Rifondazione e Margherita

Il segretario Sartini: “Nessuna crisi, ma è ora di mettere la parola fine a questa polemica”

SENIGALLIA – “Nessuna crisi ma dobbiamo guardarci negli occhi”. Impossibile per i segretari dei quattro partiti che formano la maggioranza consiliare nascondere il pesante momento di difficoltà che attraversa la coalizione dopo il consiglio comunale andato all’aria per il venir meno, per due volte consecutive, del numero legale dovuto alla presa di posizione di Rifondazione Comunista da un lato e per l’abbandono del consiglio di Gennaro Campanile della Margherita dall’altro. Ci faremo parte attiva – afferma il segretario Ds Euclide Sartini – perché venga posta la parola fine a questa vicenda. Eravamo convinti che con la chiusura del capitolo sull’ assestamento di giunta sarebbe tornata la calma ma così non è stato. Non credo che siamo innanzi ad una crisi perché, e deve essere chiaro, una crisi si apre sui contenuti e non sui posti da occupare. Sartini definisce grave quanto accaduto mercoledì in consiglio comunale.


Rifondazione comunista non può porre le questioni politiche in questo modo. Quel partito ha dimostrato di non avere alcun senso di responsabilità ma interesse politico. Alla Margherita chiediamo di trovare un equilibrio interno: la maggioranza non può traballare ogni volta che il secondo partito della coalizione ha un problema. Non credo poi che questa sia la strada per avviare il percorso per il partito democratico. Il mio auspicio è che dalla riunione di lunedì la maggioranza, che dovrà fare un ragionamento a tutto campo, esca rafforzata.

Parla di tempesta in un bicchiere d’acqua la segretaria della Margherita Barbara Sardella. Se c’è un problema ne parleremo e la sede deputata è la maggioranza. Non discuto che il far mancare il numero legale possa essere utilizzato ma ciò che non mi piace è che possa essere esercitato come grimaldello, mercoledì non è stato opportuno. La segretaria della Margherita chiede un distinguo con Rifondazione Comunista. Il nostro consigliere Campanile ha posto un dubbio su una pratica, e un dissenso ci può stare. Il capogruppo di Rifondazione ha lasciato il consiglio per ragioni politiche e credo sia peggio. Nella prossima riunione vorremmo capire se questo partito continuerà a far parte della coalizione e di conseguenza quale sia il ruolo dell’assessore Luigi Rebecchini.

Uno spettacolo indecoroso è il commento di Luca Conti, segretario dei Verdi. La situazione richiede la massima attenzione ed è ora di fare chiarezza. I Verdi non si sono scandalizzati per il terzo assessore alla Margherita perché frutto di un accordo pre-elettorale. Ci lascia perplessi invece l’atteggiamento di Rifondazione e l’uscita dalla maggioranza dello Sdi dovuta molto più ad una questione di posti che di programma. Nella prossima riunione chiederemo una verifica sull’operato di tutti gli assessorati nel rispetto del programma, perché è questo il nodo centrale.

Fabrizio Petrolati, segretario di Rifondazione, respinge al mittente le accuse di aver avviato una crisi in maggioranza. Mercoledì abbiamo visto una Margherita che in aula aveva più assessori che consiglieri comunali, non credo che possano negare di avere problemi. Noi vogliamo una verifica sui contenuti programmatici, Rifondazione è e rimane in questa maggioranza. Se qualcuno ci vuole fuori dal governo cittadino lo dica chiaramente ma anche in questo rimarremo nella coalizione per rispetto del mandato conferitoci dall’elettorato.

[Corriere Adriatico]

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