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4 aprile 2008

VARIANTE ARCEVIESE: UNO STRUMENTO IN DISCONTINUITA’ CON IL PASSATO, RIVOLTO AD UN FUTURO SOSTENIBILE

La Variante Arceviese è senz´altro uno dei più importanti obbiettivi di politica urbanistica, (insieme al Nuovo Regolamento edilizio ed al Piano per il Centro Storico, che dovranno essere affrontati nei prossimi mesi) che questa amministrazione si è data nel programma di questo mandato amministrativo.

Questo atto segna una discontinuità importante con la passata gestione urbanistica. I vecchi piani particolareggiati delle frazioni, redatti negli anni ‘90, si occupavano solo di trasformare parti di terreno agricolo in nuove aree edificabili. La Variante Arceviese è vicina all’idea di Ecopiano: si occupa di tutto il territorio (da quello edificabile a quello agricolo), si occupa delle diverse funzioni,  dalla questione residenziale, ai problemi della mobilità, allo sviluppare e rendere concrete le previsioni di grandi parchi pubblici, fino a sviluppare strategia nel campo di politica sociale e integrazione e linee di tutela paesaggistica e di tutela ecologica del territorio.

Si poteva fare più è meglio? E´ probabile, ma occorre tener conto delle condizioni date non certo ottimali in cui si è costruita la proposta.

Il piano regolatore generale di Senigallia risale agli anni settanta e di quegli anni porta profondi i segni nella sua impostazione per quanto riguarda gli obbiettivi e il per contesto socio-demografico.
L´idea che una Città come la nostra potesse espandersi senza limiti apparenti, sulla linea di uno sviluppo demografico in grande ascesa, risale appunto a quella visione della società italiana; impostare un piano con la prospettiva di 70.000 abitanti sembrò ai suoi estensori di allora un dato assolutamente credibile.
Da ciò discendono una serie di norme, quantità e modalità che non trovano più riscontro nella Senigallia di oggi. Questi dati ci offrono la prospettiva di una città e di una società che di fatto non esistono più, e la cui necessità non è mai esistita. Quel modello di crescita è in crisi ovunque e in ogni campo dell´attività umana.
Un nuovo Piano regolatore Generale? E´ in prospettiva la via maestra, ma occorre coesione politica, unità di intenti e un profondo processo partecipativo.
La variante Arceviese, pur nei limiti che riconosciamo, rappresenta un passaggio importante verso un nuovo modo di intendere la politica urbanistica in questa città, un modo che si occupi non solo delle aree urbanizzate, ma dell´ecosistema territorio nella sua interezza e nella sua complessità di relazioni.
Oltre alla sua impostazione generale crediamo vadano posti in grande evidenza i punti di valore di questa variante: nuove infrastrutture per le frazioni finanziate con gli oneri di urbanizzazione (strade, parcheggi, aree verdi, piste ciclabili previste nelle frazioni di Borgo Bicchia, Borgo Passera, Vallone, Bettolelle,); alla porta occidentale della città (sponda destra fiume Misa) un Parco fluviale di proprietà pubblica, quindi accessibile e utilizzabile in modo libero per percorsi, passeggiate, attività all’aria aperta; tutela integrale e proprietà pubblica dell´Oasi faunistica della cava di San Gaudenzio; nuovi importanti spazi per l´edilizia sociale (case a costi accessibili per le fasce sociali deboli: giovani coppie, anziani, migranti) nella frazione di Borgo Bicchia e a Bettolelle.
Dell´importanza di questi risultati è difficile dubitare, resta il dato evidente che a tal fine si è sacrificato una ulteriore porzione di territorio. Non sottovalutiamo tale sacrificio l’abbiamo tuttavia ritenuto necessario e strettamente necessario a dare fattibilità agli obbiettivi della variante, nulla di più nulla di meno.
Senza questo importante strumento di pianificazione la prospettiva della città sarebbe senz´altro peggiore, con indici edificatori sovradimensionati, aree artigianali incongrue al contesto, infrastrutture del territorio insufficienti, aree verdi nelle frazioni praticamente inesistenti.
E´ in fondo un problema di responsabilità: congelare le frazioni allo stato e nelle condizioni in cui si trovano a causa di politiche urbanistiche del passato non certo lungimiranti sarebbe stato un atto di irresponsabilità politica che i cittadini non avrebbero compreso.
Perseguire un astratto bisogno di attenzione all´ambiente e al territorio, lasciando di fatto ad altri il compito di amministrarne, nel futuro prossimo, i processi, è una impostazione che non ci appartiene
I Verdi di Senigallia questa responsabilità se la sono presa fino in fondo.
Da ultimo vogliamo segnalare come il nostro ruolo responsabile ha portato un grande risultato atteso da molti ambientalisti (singoli o associati) della nostra città: prevedere nell’Oasi di San Gaudenzio un’area di 35 ettari pubblica con destinazione a Parco naturale e Centro educazione ambientale, sottoposta a vincolo di inedificabilità. Un grande risultato che si è potuto raggiungere abbandonando quelle impostazioni velleitarie che aprono infinite vertenze e scontri per poi rimanere con “un pugno di mosche in mano”.

GRUPPO CONSILIARE VERDI

 

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