9 aprile 2008
I VERDI DI SENIGALLIA E LA QUESTIONE ANTENNE
Il piano antenne è giunto finalmente a termine: prima la giunta e poi il Consiglio l’hanno approvato.
Da ultimo il TAR Marche ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da 24 cittadini del Comitato delle Saline rappresentati dall’avv.Roberto Paradisi contro le previsioni contenute nel piano.
Ma la questione non è per nulla chiusa e non sono ancora sopite le polemiche che vedono partigianerie favorevoli e contrarie scontrarsi in merito.
Mi sembra quindi doveroso, proprio come “Verde” cercare di fare un po’ di chiarezza in merito: visto che proprio il nostro assessore è colui che ha sviluppato e portato all’approvazione questo progetto. (per fare questo mi focalizzerò sulla zona Saline, la più “calda” anche perché oggetto del sopracitato ricorso al TAR)
I fatti.
Tutta la questione antenne è regolata dalla “legge Gasparri” e dai DPCM-decreti presidente consiglio dei ministri- 2002/2003 del governo Berlusconi (provvedimenti che si sperava fossero cambiati, ma così non è stato e quindi quelli sono)
Secondo queste disposizioni un operatore telefonico può stipulare un contratto con qualsiasi privato e mettere le sue antenne sulla sua proprietà basta che rispetti il limite massimo di emissione di 6 volt/metro, è anche previsto che se per la manutenzione di queste antenne i manutentori devono passare per la “tua” proprietà, sono liberi di farlo, nel senso che non ti puoi opporre.
Per quanto riguarda i rilevamenti: questi possono essere fatti dalle autorità preposte, ma per avere una validità giuridica (semplificando: per multarli se sforano) deve essere data la possibilità al gestore di contrapporre il proprio rilevamento (in soldoni bisogna avvisarli prima).
La situazione attuale.
La zona delle saline è oggi servita dalle antenne posizionate sull’Hotel Argentina, Hotel Adriatico, hotel Cristina, queste sparano radiazioni che hanno raggiunto anche i 7 volt/metro. (dati rilevati da monitoraggio fatto dall’amministrazione comunale)
In questo quadro cosa ha pensato di fare quel diavolo verde dell’assessore Ceresoni?
Ha pensato: “se io cerco un accordo con i gestori di telefonia mobile, magari riesco ad evitare un insediamento selvaggio di queste antenne, e magari riesco anche a controllare e quindi far abbassare il livello di inquinamento elettromagnetico”
E così è stato.
L’amministrazione comunale ha deciso di concentrare, dove era possibile, su aree pubbliche queste antenne ( per le Saline è stato quindi necessario attuare una variante al PRG) in modo da avere così un controllo pubblico e costante (più garantito? Decidete voi) delle emissioni.
Ma non solo, l’Amministrazione ha anche commissionato uno studio, anche alle Saline, per misurare quale sarà l’intensità del campo magnetico in quella zona ed è risultato che con la nuova antenna la potenza massima a cui i cittadini saranno sottoposti è di 1,59 volt/metro, un quarto di quello consentito per legge (dati rilevati da operatori specializzati su almeno 120 siti rilevati in zona) .
E’ meglio? E’ peggio? Decidete voi.
Questi sono i dati e i fatti, e credo che su questi si debbano formare le opinioni.
Poi ogni opinione è legittima: è legittimo sperare che una compagnia telefonica mi offra denaro per mettere un’antenna sul mio tetto, è legittimo ritenere che l’amministrazione comunale abbia sbagliato tutto, che l’antenna stia sul tuo tetto e non sul mio, che è meglio la situazione attuale, che sia meglio lasciar fare in autonomia alle aziende telefoniche o anche che si voglia fare la scelta di non usare più il telefonino.
Ma per decidere cosa si vuole e cosa si può fare è necessario conoscere i fatti, la polemica fine a se stessa non serve a nessuno e non risolve alcun problema.
Maurizio Pasquini direttivo Verdi Senigallia