27 agosto 2008

Piano Cervellati, dalla minoranza solo una baraonda annunciata

Il piano Cervellati è stato approvato in un clima da stadio, l’indegno spettacolo messo in scena dalle minoranze non deve stupire, come si dice a Senigallia “Quando hai torto la butti in cagnara”, e in questo caso non solo hanno torto, ma neanche hanno niente da dire, e siccome studiare le pratiche costa fatica, molto meglio buttarla in rissa per poi andarsi a lamentare con la stampa compiacente. Hanno tentato un azzardo delineando una strategia politica suicida e facendo conto su una supposta debolezza della maggioranza e sono stati bastonati. Forse da domani qualcuno avrà di che riflettere visto il pessimo risultato e il pessimo servizio fatto ai propri elettori. I cittadini sono forse disorientati di fronte a questo teatrino, e qualcuno magari sarà tentato di dare ragione ai paladini del popolo ai quali la “arrogante maggioranza” non ha concesso l’opportunità di discutere. State attenti perche, sempre come si dice a Senigallia questi sono “Birb’ e Porch’” 

Ci sono dei precedenti che vanno messi in fila.
Il venti luglio durante la conferenza dei capigruppo il presidente propone una data per la discussione del piano verso la fine dello stesso mese.
L’opposizione dice no, ci vuole più tempo per approfondire la pratica e comunque va discussa come unico punto all’ordine del giorno perchè la pratica è complessa (ricordo che è in discussione in 2° commissione dalla fine di gennaio).
Il presidente si riserva la decisione e alla fine opta per il rinvio.
Alla successiva Conferenza dei Capigruppo si propone la data del 26 agosto, la maggioranza apppoggia la proposta, per la minoranza non va bene e non si spiega tutta questa fretta. il presidente si riserva di decidere e alla fine invia le convocazione per il 26, con il piano come unico agomento in discussione.
Fatto questo, come molti di noi e di voi si prende qualche giorno di ferie.
Durante tale periodo il Vice Cameruccio convoca una nuova conferenza utilizzando l’ articolo del regolamento che gli attribuisce le funzioni di presidente in assenza del titolare, e informa che (guarda il caso) sono giunte in questi giorni 7 mozioni da discutere in consiglio a firma di consiglieri della minoranza.
La maggioranza conferma la propria posizione, la minoranza ritiene le mozioni propedeutiche alla approvazione del piano, il presidente vicario si riserva la decisione.
Alla fine arriva la nuova convocazione  che annulla e sostituisce la precedente e che fa slittare la discussione del piano al punto 8 dell’odg. (in pratica come minimo dopo la fiera)
decisione legittimata dal regolamento anche se a mio avviso politicamente scorretta. Arriviamo alla giornata del 26, la maggioranza propone l’anticipo della discussione del piano come il regolamento consente, e lo vota.
Ma la minoranza (non tutta) non ci sta e impedisce il proseguimento della seduta, lo fa la mattina e alla ripresa dei lavori, il pomeriggio, lo fa con le urla e con i megafoni.
Alla fine la maggioranza non può fare altro che fare la maggioranza e vota la pratica così come è, riunciando ai numerosi emendamenti preparati, alla discussione in aula e alle motivazioni del voto.
Ora la domanda è: Chi ha impedito lo svolgimento del processo democratico? rispondete come credete.
per finire qualche flash sulla giornata:
Note positive
1) Il piano è stato adottato, avremo modo in fase di osservazioni di migliorarne alcuni aspetti accogliendo le questioni che in questi mesi la città ci ha posto
2) La non partecipazione alla deriva eversiva dell’opposizioni di alcune persone che stimo e rispetto.
Note negative;
1)L’offesa fatta all’aula del consiglio e alla città
2)L’aria pesante  scesa sul consiglio, speriamo di poterla migliorare con l’aiuto di tutti
3)Gli eccessi e i moti di violenza, verbale e non, che non sono mai giustificabili
note comiche;
1)Il capitombolo di Mangialardi
2)Gabriele Cameruccio, uomo mite e in generale persona seria con il megafono i mano come fossimo allo stadio
3) Il Dott. Massaccesi che fa il gesto dell’ombrello al sindaco, ma lui è un vero genio,una istituzione, per carità non me lo toccate.

Roberto Curzi (Capogruppo Verdi per la Pace)

17 agosto 2008

I Verdi e la Complanare

Da Roberto Primavera un intervento sul dibattito relativo alla complanare.

Chiamati in causa in occasione della manifestazione contro la complanare di mercoledì 13, vorremmo noi Verdi tentare di chiarire sinteticamente la nostra posizione.

Allora, riassumendo, il problema che si pone è : vogliamo continuare ad avere i Tir e tutte quelle automobili che passano in viale Leopardi e viale IV novembre, nel viale dei pini, in via Capanna e davanti al campus scolastico, sotto l’ospedale, o vogliamo provare a fare qualcosa?

Nella nostra città gli errori commessi in passato e cioè la progettazione dell’Autostrada a ridosso della città con il suo casello d’uscita a poche centinaia di metri dal centro storico e un’urbanizzazione eccessiva e “sregolata”, hanno da decenni, non da ora, stimolato un dibattito, inconcludente, sulla necessità di una strada di circonvallazione. Inconcludente per incapacità progettuale, per i costi proibitivi, per i veti incrociati dei residenti in vicinanza del tracciato.

Nel frattempo l’aumento esponenziale dell’uso dell’automobile e del traffico di attraversamento, soprattutto quello pesante, hanno reso la viabilità cittadina sempre più insostenibile
.
I Verdi senigalliesi non hanno mai mancato in questi anni di evidenziare la portata e la complessità di questi problemi, esortando le amministrazioni che si sono avvicendate e i cittadini ad adottare atti e comportamenti ecologicamente consapevoli. La diminuzione del traffico si ottiene progettando parcheggi extra-urbani, incentivando la ciclabilità e investendo nel trasporto pubblico e collettivo. In questa direzione negli ultimi anni a Senigallia si sta investendo molto.

Progettualità degli amministratori e disponibilità al cambiamento delle abitudini da parte dei cittadini, sono le condizioni imprescindibili per un’azione amministrativa con lo sguardo volto al futuro. Per questo proponiamo a Senigallia di andare oltre l’attuale Piano Regolatore e di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico generale inteso come Piani Strutturali di settore (mobilità, servizi, edilizia residenziale pubblica, risorse del territorio…)

In questo quadro la complanare, essendo una risposta a problemi per troppo tempo trascurati, parla, inevitabilmente, un linguaggio rivolto al passato e come tale non ci entusiasma. Ma è anche una soluzione realistica a quei problemi di cui finalmente l’attuale amministrazione ha deciso di farsi carico, nella convinzione, da noi condivisa, che rinviare ulteriormente non potrà che peggiorare la situazione.
La complanare servirà a ridistribuire all’esterno della città il traffico di attraversamento, da e per l’entroterra, e in direzione nord-sud e viceversa, e lo farà insistendo su un’arteria già esistente e non consumando nuovo territorio.

Le altre proposte in campo sono a dir poco estemporanee ( Rifondazione: aprire un casello a sud ed uno a nord di Senigallia) se non del tutto velleitarie (Marcantoni: spostare l’autostrada a monte, e questo si avrebbe un impatto ambientale devastante sulle nostre campagne!). Ciò potrà forse essere consentito a forze politiche che non hanno responsabilità di governo, magari nel tentativo di darsi una maggiore visibilità. Non ad altri.

Noi Verdi , una volta chiarita , a suo tempo , la nostra posizione favorevole alla complanare, ci siamo impegnati per far aprire immediatamente i canali di confronto tra Amministrazione e cittadini, al fine di ridurre il più possibile l’impatto sulle singole abitazioni e sui quartieri. Molte cose sono già state fatte e molti miglioramenti sono stati concordati con i Comitati. Riteniamo anche doveroso da parte della Giunta mettere a disposizione dei cittadini tutti i documenti richiesti per una valutazione completa del progetto e in tal senso ci stiamo adoperando.

Quindi non “giochiamo a nascondino”. Semplicemente, poiché pensiamo che il disagio e i sacrifici che alcuni cittadini dovranno affrontare meritano il massimo rispetto e il massimo impegno da parte di tutti, preferiamo lavorare piuttosto che polemizzare quotidianamente.

E’ doveroso il confronto con i comitati ma fare politica è assunzione di responsabilità e non comprendiamo perciò Rifondazione Comunista che, per convenienza politica, strumentalizza i disagi di questi cittadini ergendosi a loro paladino, contraddicendo ciò che aveva affermato appena ieri. Fare politica è anche coerenza.

Non siamo disposti, infine, a farci tirare per la giacca in nome di un ambientalismo astratto e limitato al proprio cortile.