6 febbraio 2009
SALVAGUARDIA AMBIENTALE E RILANCIO DEL TURISMO, UN BINOMIO POSSIBILE
Che il rilancio del turismo passi per la tutela dell’ambiente e del territorio è dire cosa ormai condivisa, che il nostro litorale rappresenti oggi ancor più di ieri, un ambiente da valorizzare e salvaguardare attraverso politiche coordinate e lungimiranti è cosa quasi scontata, non è però stato sempre così. La nostra costa ha subito nel passato di spinte speculative che hanno portato alla liquidazione di tante piccole e grandi realtà alberghiere e la loro trasformazione in complessi abitativi, per lo più deserti per nove mesi all’anno. Stessa sorte hanno subito tante aree, specialmente nella riviera di ponente, con i risultati oggi evidenti. A queste spinte speculative la politica ha in questi ultimi anni dovuto porre rimedio, attraverso atti concreti di pianificazione dei quali si comincia oggi a cogliere i risultati.
La redazione di un importante strumento, lo Studio di Inquadramento Operativo (SIO) , e la successiva Variante di valorizzazione e salvaguardia della fascia costiera approvata nel 2005, rappresentano lo spartiacque definitivo rispetto alle politiche del passato. Questi strumenti hanno attribuito alla nostra fascia costiera un valore nuovo e articolato che passano per un riconoscimento delle diverse peculiarità dei 18 km di costa senigalliese, con aree destinate a un processo di rinaturalizzazione attraverso la formazione di Parchi litoranei marini, in un rapporto di integrazione tra attività antropiche (in special modo il turismo) e elementi naturali.
Su tali indirizzi i Verdi di Senigallia hanno costruito il loro rapporto con le forze di maggioranza che governano la città, sul riconoscimento di tali valori continuiamo a operare con atti concreti, conseguenti alle scelte che abbiamo contribuito a costruire.
Troviamo pienamente congruenti le previsioni del progetto Ecogate, del Piano d’area ex colonie marine che, pur nella gradualità degli interventi, darà a quel tratto di Water front, un aspetto più moderno e una maggior attenzione a ciclisti e pedoni a discapito delle automobili. Allo stesso modo l’intervento di riqualificazione dell’area Sacelit-Italcementi offre una occasione di rilancio del turismo attraverso un polo fortemente qualificato.
Dunque, secondo le indicazioni del Sio, progettazioni diversificate in relazione alla peculiarità dei luoghi come espressione di precise vocazioni.
Tra tanti aspetti vale la pena di ricordare che l’approvazione della variante di costa pose fine al contestato episodio della realizzazione delle Piramidi di Cesano, caso emblematico che in quegli anni pose Senigallia alla ribalta della cronaca nazionale non tanto per la bellezza delle sue spiagge, quanto per la realizzazione di questi complessi edilizi, giustamente definiti da molti “ecomostri”, in un contesto ambientale particolarmente delicato, tra la spiaggia e la foce del fiume Cesano.
Cosa siano oggi le piramidi e quale contributo diano all’offerta turistica della nostra città è cosa evidente a tutti; così come è evidente che qualsiasi ampliamento di tale complesso comporterebbe una compromissione, a questo punto definitiva, di qualsiasi possibilità di recupero del degrado urbano, sociale e ambientale che deriva dalla realizzazione di questo “non luogo”. Tutto ciò non può che indurci a ulteriori riflessioni sulla inadeguatezza di certe scelte del passato e sulla necessità di costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile, che riqualifichi l’offerta turistica, in un’ottica di rivalutazione degli aspetti ambientali propri della nostra costa.
Roberto Curzi