20 ottobre 2009

PIANO CASA, ORA COSA SUCCEDE?

Dopo essere stato sbandierato per mesi dal presidente del consiglio e infine ricondotto, attraverso un iter istituzionalmente più corretto, alle legittime competenze dell’ ente regione, ha visto in questi giorni la luce il piano casa. Alcuni hanno atteso quasi con insofferenza i tempi dell’assemblea regionale, altri, come noi, con un’apprensione che oggi si dimostra più che mai giustificata.

L’azione del governo regionale ci presenta oggi il frutto di un lavoro controverso e un tentativo timido di contenere gli effetti di questo provvedimento ispirato dal governo nazionale attraverso una legge quadro.

Il risultato era in gran parte prevedibile, con la prospettiva del voto imminente si comprende come a nessuno piaccia esporsi fino al punto di perdere fette importanti di consenso tra le categorie economiche e fra i cittadini interessati, ma ci sono circostanze nelle quali, a costo di essere impopolari, occorre guardare al di là delle convenienze del momento assumendosi la responsabilità di proteggere la città dalla barbarie che oggi si annuncia.

Questo programma, potenzialmente, può cambiare il volto di intere parti della nostra città più di qualsiasi provvedimento adottato in questi anni, esautorando di fatto l’amministrazione comunale dai compiti ad essa delegati in materia di governo del territorio.

A Senigallia indebolisce l’azione di una amministrazione che ha riequilibrato in questi anni, attraverso controverse varianti in riduzione dei volumi edificabili, le previsioni di un PRG obsoleto e sovradimensionato, sostituendo ad una pianificazione misurata mirante al risparmio del territorio, l’urbanistica fai da te, espressione di una rozzezza senza precedenti.

E’ un provvedimento che parla alla pancia dei cittadini, che riproduce in forma di legge il malcostume diffuso di porsi al di fuori delle regole, ma che non alimenta alcun reale sviluppo. Esauritosi in un effetto passeggero e potenzialmente devastante, lascerà la nostra economia in condizioni ancora peggiori di quelle attuali. Quando saranno consumate per il sostentamento di un sistema economico malato, le risorse oggi disponibili e compromesso l’equilibrio di quartieri e frazioni in spregio alle più elementari regole di convivenza civile, di questo piano casa non resteranno che le macerie.

Questo provvedimento e’ espressione di una economia autoreferenziale che vede nel costante aumento dei consumi l’unico motore per uno “sviluppo insostenibile”. Un occasione per rivedere i nostri modelli di consumo in una visione etica e solidale, è stata irrimediabilmente persa.

Qualcuno ritiene che questo sia un provvedimento democratico perché offre a tutti le medesime condizioni di accesso ai premi di cubatura previsti dalla legge in deroga al PRG; noi Verdi crediamo che non sia così, crediamo invece che per tanti oggi strozzati tra precarietà lavorativa e difficoltà di accesso al credito, quella del piano casa non resterà che una stridente e frustrante delusione.

Lungi dal riuscire a dare risposta ai bisogni reali di tante famiglie che si trovano nella difficoltà di vivere in spazi inadeguati, a godere dei bonus previsti dal “piano casa” saranno i soliti che oltre a possedere una casa di proprietà dispongono delle risorse necessarie per attivare i processi edilizi.

Come Verdi di Senigallia esprimiamo di conseguenza un giudizio negativo su tale provvedimento, e intendiamo aprire con la città e i soggetti politici interessati, un confronto circa le reali ricadute di questo provvedimento, rompendo l’assordante silenzio che ha accompagnato gli ultimi passaggi di una legge “scomoda” sulla quale in tanti vorrebbero oggi sorvolare.

 

Roberto Primavera

Portavoce Verdi Senigallia

7 aprile 2009

Lo stato della Bonifica dall’amianto dell’area Sacelit-Italcementi

Cogliendo l’occasione data dall’avvio del procedimento relativo all’approvazione del piano attuativo che ha per oggetto l’area Sacelit-Italcementi, il Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Senigallia, Simone Ceresoni, ha predisposto nei giorni scorsi una propria lettera contenente tutte le risposte ai quesiti sollevati durante l’ultimo incontro del Forum sull’amianto a proposito del procedimento di bonifica dell’area in oggetto.

Tale documento è stato poi inviato ai segretari di CGIL, CISL e UIL, al Presidente dell’ALA, al Gruppo Società e Ambiente, al responsabile del Gruppo Meetup Beppe Grillo e ad alcuni cittadini residenti nella zona e interessati alle relative problematiche. Durante le diverse fasi delle operazioni di bonifica sono stati finora asportati e stoccati in discarica specializzata (secondo le procedure previste dalla legge) quantitativi di materiale contenente amianto pari a circa 3.500.000 kg. Si stima al momento che rimangano da estrarre altri 700.000 kg, mentre sono stati già estratti e pronti per la procedura di smaltimento altri 800.000 kg. Entrando più specificatamente nel merito dei riscontri effettuati finora, è stata evidenziata la presenza di materiali contenenti amianto in diverse tipologie: amianto in miscela fangosa con sabbia e ghiaia, residui di lastre, frammenti e pezzami.

 

Le zone contaminate sono risultate in totale 10, otto delle quali con una dimensione di circa 50 mq ciascuna mentre due più grandi hanno una dimensione di circa 300 mq. Su queste aree si sta ultimando la bonifica, sotto il controllo di tecnici della Provincia di Ancona, dell’Asur, di Arpam e di ispettori incaricati dal Comune di Senigallia.

Lo smaltimento finale del materiale contaminato sta avvenendo nella discarica di Moie di Maiolati, accreditata a ricevere rifiuti pericolosi. Inoltre, è tuttora in corso il procedimento di bonifica delle due zone dove è stata riscontrata una contaminazione da idrocarburi pesanti e rame. Riguardo alla questione del rapporto tra destinazione urbanistica e procedimento di bonifica, questo è normato dall’allegato 3 del D.Lgs. 152/2006. Gli interventi – vi si dice – devono essere finalizzati a eliminare l’inquinamento delle matrici ambientali o a ricondurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti entro i valori di soglia stabiliti per la destinazione d’uso prevista; devono dunque essere adeguati a tale destinazione e attuati con tecnologie riferite alle specifiche caratteristiche dell’area. Al contempo molti, tra cui alcuni consiglieri comunali, hanno ricordato il disposto del comma 3 dell’art. 9 del D.P.R. 08/08/1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto) secondo cui “Al termine dell’intervento di bonifica viene verificato, dalle strutture di vigilanza e controllo, il grado di risanamento raggiunto dall’area, anche al fine di stabilire la destinazione d’uso”.

Le indicazioni contenute nei due disposti normativi non sono in realtà in contrapposizione, ma si completano: prima si stabilisce la destinazione d’uso dell’area (nella fattispecie definita dal Consiglio Comunale nel 1997) e in seguito si predispone il progetto di bonifica, che dovrà al termine essere certificato dalla Provincia. Per ciò che concerne i materiali inerti presenti nell’area sul sovrasuolo e che sono stati classificati come rifiuti, essi sono trasportati dalla ditta per essere macinati nell’impianto in località Montebianco, a Borgo Catena (procedimento di cui è responsabile la Provincia di Ancona), e si può affermare che non contengono amianto. Questo è confermato dai risultati dei test di cessione prescritti dall’Amministrazione Comunale alla ditta sul materiale macinato (che sono stati tra l’altro imposti con una periodicità ben superiore a quella annuale prevista per legge: solo dal 9 gennaio al 17 febbraio scorso ne sono stati effettuati ben 15, tutti risultati non soltanto al di sotto dei limiti previsti dalla legge, ma addirittura inferiori al limite di laboratorio di 0,001 mg/l).

Rispetto alle procedure di vendita degli appartamenti da parte della ditta La Fortezza, si comunica che si tratta in realtà di una promessa di vendita delle unità immobiliari durante le operazioni di bonifica in corso d’opera e prima dell’approvazione del piano attuativo urbanistico. Questo procedimento, seguito dalla ditta proprietaria dell’area, è legittimo e conforme alle norme vigenti nel nostro ordinamento, in quanto attiene a una sfera privatistica di scambio tra soggetti privati. Da ultimo, il Vice Sindaco Ceresoni ha escluso nel modo più assoluto che le operazioni di bonifica in corso siano state oggetto di finanziamenti derivanti da Enti pubblici

6 febbraio 2009

SALVAGUARDIA AMBIENTALE E RILANCIO DEL TURISMO, UN BINOMIO POSSIBILE

 

Che il rilancio del turismo passi per la tutela dell’ambiente e del territorio è dire cosa ormai condivisa, che il nostro litorale rappresenti oggi ancor più di ieri, un ambiente da valorizzare e salvaguardare attraverso politiche coordinate e lungimiranti è cosa quasi scontata, non è però stato sempre così. La nostra costa ha subito nel passato di spinte speculative che hanno portato alla liquidazione di tante piccole e grandi realtà alberghiere e la loro trasformazione in complessi abitativi, per lo più deserti per nove mesi all’anno. Stessa sorte hanno subito tante aree, specialmente nella riviera di ponente, con i risultati oggi evidenti. A queste spinte speculative la politica ha in questi ultimi anni dovuto porre rimedio, attraverso atti concreti di pianificazione dei quali si comincia oggi a cogliere i risultati.

La redazione di un importante strumento, lo Studio di Inquadramento Operativo (SIO) , e la successiva Variante di valorizzazione e salvaguardia della fascia costiera approvata nel 2005, rappresentano lo spartiacque definitivo rispetto alle politiche del passato. Questi strumenti hanno attribuito alla nostra fascia costiera un valore nuovo e articolato che passano per un riconoscimento delle diverse peculiarità dei 18 km di costa senigalliese, con aree destinate a un processo di rinaturalizzazione attraverso la formazione di Parchi litoranei marini, in un rapporto di integrazione tra attività antropiche (in special modo il turismo) e elementi naturali.

Su tali indirizzi i Verdi di Senigallia hanno costruito il loro rapporto con le forze di maggioranza che governano la città, sul riconoscimento di tali valori continuiamo a operare con atti concreti, conseguenti alle scelte che abbiamo contribuito a costruire.

Troviamo pienamente congruenti le previsioni del progetto Ecogate, del Piano d’area ex colonie marine che, pur nella gradualità degli interventi, darà a quel tratto di Water front, un aspetto più moderno e una maggior attenzione a ciclisti e pedoni a discapito delle automobili. Allo stesso modo l’intervento di riqualificazione dell’area Sacelit-Italcementi offre una occasione di rilancio del turismo attraverso un polo fortemente qualificato.

Dunque, secondo le indicazioni del Sio, progettazioni diversificate in relazione alla peculiarità dei luoghi come espressione di precise vocazioni.

Tra tanti aspetti vale la pena di ricordare che l’approvazione della variante di costa pose  fine al contestato episodio della realizzazione delle Piramidi di Cesano, caso emblematico che in quegli anni pose Senigallia alla ribalta della cronaca nazionale non tanto per la bellezza delle sue spiagge, quanto per la realizzazione di questi complessi edilizi, giustamente definiti da molti “ecomostri”, in un contesto ambientale particolarmente delicato, tra la spiaggia e la foce del fiume Cesano.

Cosa siano oggi le piramidi e quale contributo diano all’offerta turistica della nostra città è cosa evidente a tutti; così come è evidente che qualsiasi ampliamento di tale complesso comporterebbe una compromissione, a questo punto definitiva, di qualsiasi possibilità di recupero del degrado urbano, sociale e ambientale che deriva dalla realizzazione di questo “non luogo”. Tutto ciò non può che indurci a ulteriori riflessioni sulla inadeguatezza di certe scelte del passato e sulla necessità di costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile, che riqualifichi l’offerta turistica, in un’ottica di rivalutazione degli aspetti ambientali propri della nostra costa.

 

Roberto Curzi

1 settembre 2008

Il caso Via Bari

Pubblichiamo l’intervento di Simone Ceresoni sul caso Via Bari.

VIA BARI: UN CASO PER RIFLETTERE E CONDIVIDERE UNA VISIONE STRATEGICA SUL VERDE PUBBLICO

Rispetto al dibattito pubblico sviluppatosi intorno all’intervento di riqualificazione di via Bari, che si è poi collegato a tematiche più generali quali la gestione e la progettazione delle aree verdi e dei viali in ambito comunale, preme portare all’attenzione alcune precisazioni e qualche considerazione.
Non esiste a Senigallia un problema di “disboscamento” dell’area urbana, se è vero, come è dimostrabile da un’osservazione attenta del territorio e dagli atti depositati presso l’Ufficio Ambiente – Sezione Giardini del Comune di Senigallia, (consultabili da chiunque), che dal 2005 sono oltre 2.300 gli alberi messi a dimora sul territorio comunale.

(continua…)

9 maggio 2008

I Verdi e il sostegno alla complanare

Dopo l’assemblea di martedì scorso a Borgo Ribeca sulla complanare, preme ulteriormente poter presentare le motivazioni che mi hanno portato insieme agli amici verdi (gruppo consiliare e partito) a sostenere la scelta progettuale di una strada rivolta alla grande viabilità. Scelta peraltro condivisa all’unanimità da tutti i consiglieri comunali della nostra città.

Mi occupo per delega assegnata dal Sindaco, dopo essere stato eletto in Consiglio Comunale, da cinque anni della mobilità cittadina. Nel corso di questo tempo ho scelto di affrontare per prima la questione del metodo (ricerca e assunzione di personale qualificato, costituzione di un apposito ufficio, acquisizione di strumentazione informatica, rapporti di collaborazione con Università e Studi specializzati in materia, all’avanguardia sul panorama nazionale) per affrontare in modo adeguato i tanti problemi che il traffico veicolare crea alla nostra città.

La prima questione percebile ad occhio nudo – se si pensa all’aggressione che i mezzi pesanti fanno nell’uso delle strade cittadine –, ma riscontrabile anche dai risultati delle ricerche condotte dall’amministrazione comunale in questi anni è quella della mancanza di una strada, capace di attrarre e organizzare il cosiddetto traffico veicolare di attraversamento. Per usare un linguaggio caro e condivisibile al Movimento Lento Ciclabile “una pista per camion e macchine dove emarginare il traffico che attraversano la città”. A Senigallia manca, poiché dopo 30 anni di approfonditi dibattiti, che hanno partorito diverse e interessanti proposte, da quella dell’arch. Minetti (strada urbana a scorrimento interno) a quella di Agostinacchio a quella del Karrer, nulla si è concluso, lasciando irrisolti i problemi di vivibilità e sicurezza della nostra città: uso promiscuo delle medesime strade da parte di pedoni (scolari e anziani…), ciclisti, auto che si spostano da un quartiere all’altro, veicoli che attraversano la città partendo da Ancona per raggiungere Pesaro e viceversa, camion di ogni tipo. Si pensi alla punta dell’iceberg: Viale Leopardi e la zona del campus scolastico ove bambini e studenti raggiungono la scuola tra un camion e l’altro.

(continua…)

11 aprile 2008

LA VARIANTE ARCEVIESE UN ATTO IN DISCONTINUITA’ CON LA POLITICA URBANISTICA DEL PASSATO

I verdi di Senigallia hanno scelto di tenere una conferenza stampa con sede nella frazione di Borgo Passera poiché questa zona della città rappresenta il luogo ove le scelte fatte negli anni ’80 e ’90 in campo urbanistico hanno prodotto gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti: uno sviluppo disordinato, senza un disegno organico, con mancanza di aree di parcheggio, giardini pubblici, viabilità e servizi. (continua…)

9 aprile 2008

I VERDI DI SENIGALLIA E LA QUESTIONE ANTENNE

Il piano  antenne è giunto finalmente a termine: prima la giunta e poi il Consiglio l’hanno approvato.

Da ultimo il TAR Marche ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da 24 cittadini del Comitato delle Saline rappresentati dall’avv.Roberto  Paradisi contro le previsioni contenute nel piano.

Ma la questione non è per nulla chiusa  e non sono ancora sopite le polemiche che vedono partigianerie favorevoli e contrarie scontrarsi in merito. (continua…)

21 marzo 2008

Piano energetico ambientale comunale

SENIGALLIA – Gli strumenti urbanistici dovranno fare i conti con il piano energetico ambientale comunale. La giunta Angeloni ha approvato il cosiddetto Peac. Strumento che di fatto condizionerà le future scelte nell’urbanistica, e non solo, della città. (continua…)

7 marzo 2008

L’Assessore Ceresoni sul Critical Mass

Una riflessione culturale di largo respiro

Domani si terrà a Senigallia la manifestazione “Critical Mass”, organizzata dal Movimento Lento Ciclabile Senigallia per manifestare il diritto ad avere una città libera dallo smog e con più spazi riservati ai ciclisti e ai pedoni.

 

“Ritengo che a livello culturale la manifestazione sia interessante ed apprezzabile e lo dico anche per il fatto che, per la prima volta nella nostra città, un gruppo organizzato manifesta per il diritto alla mobilità ciclabile e sostenibile. (continua…)

3 marzo 2008

La blogsfera senigalliese in grande movimento…lento e ciclabile

Sui blog e giornali online senigalliesi ultimamente è tutto un rincorresi di dibattiti e di iniziative, Quilly, uno dei blogger più recenti, è anche tra i più attivi e ha lanciato, assieme ad altri, per sabato 8 marzo l’iniziativa del  1° critical mass senigalliese.

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