5 febbraio 2009

LA CITTA’ EDUCATIVA

 

Relazione sulle politiche amministrative circa il tema della pubblica istruzione presentata nelle competenti commissioni consiliari in fase di presentazione del bilancio di previsione 2009

(4 febbraio 2009)

A fronte degli 8 miliardi di euro di tagli programmati per il prossimo triennio dal governo centrale in materia di pubblica istruzione, l’amministrazione comunale di Senigallia propone – entro le previsioni del bilancio 2009 – di consolidare i servizi scolastici (mense, trasporti, sostegno al diritto allo studio, piano dell’offerta formativa territoriale, assistenza scolastica per alunni in difficoltà e migranti) che nel corso di questi anni hanno raggiunto livelli di assoluta qualità. Le previsioni nei capitoli di bilancio a sostegno della pubblica istruzione per l’anno 2009 registrano una somma superiore all’assestato dell’anno precedente (2008) pari al 4%.

Grande attenzione verrà come sempre prestata anche alla redazione del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale di Senigallia che vede impegnati Comune e Scuole nella realizzazione della città educativa.

Sempre di più, infatti, in una società articolata come quella di oggi si avverte la necessità di un’opera educativa capace di mobilitare tutte le migliori energie di una comunità locale, di sollecitare tutti gli apporti, le opportunità formali ed informali.

Le nuove normative varate dal governo centrale impongono un forte impegno da parte del Comune per tentare di attenuare o eliminare le possibili ricadute negative sul sistema di istruzione locale.

L’impegno sarà certamente quello di mettere in campo tutti gli interventi perequativi possibili per evitare una alterazione sostanziale della qualificata offerta scolastica del primo ciclo di istruzione e per consolidare il radicamento territoriale delle nostre scuole.

Quanto sia complesso il mondo della scuola e di quante tessere si componga il suo mosaico non è, a mio parere, sufficientemente conosciuto. In una fase di grandi mutamenti di questa “ realtà “ ritengo che anche discutere di bilancio di previsione per il settore educazione offra una opportunità di approfondimento e di acquisizione di nuove conoscenze. La mia convinzione è che il ruolo e il destino della scuola pubblica appaiono strettamente intrecciati con quello civile e democratico del nostro paese perché il sistema formativo può contribuire fortemente alla definizione di un nuovo “ tipo umano “ se sa offrire pari opportunità formative e partecipative ma principalmente se sa fornire alle ragazze a ai ragazzi di oggi (e cioè alle donne e agli uomini di domani) una griglia concettuale che organizzi le informazioni e produca significati . Se al contrario si fa prevalere una visione economicista condita con tecnicismi formali si rischia di minare alle fondamenta un presidio territoriale di democrazia. Il ruolo svolto dai Comuni nei confronti della scuola offre un punto di vista tra i più interessanti e ricchi perché permette di vedere da vicino la minuta complessità di azioni, fatti e strumenti che formano e accompagnano la vita della scuola. Interessante perché deve determinare le condizioni materiali di esistenza delle Istituzioni Scolastiche – le aule, i banchi, le sedie, la refezione scolastica – che spesso diventano preoccupazioni assillanti. Le competenze dei Comuni sono ampie e importanti, assolutamente vitali, ma non quelle centrali dell’attività didattica in senso proprio; ed è con questa contraddittoria presenza, che fa essere l’ente locale contemporaneamente marginale e centrale nel mondo della scuola, che dobbiamo fare i conti. L’Amministrazione ha deciso di interpretare le sue ampie ma frammentate competenze come strumenti di collegamento tra la vita della scuola e quella della città, cercando di collocarle dentro una strategia di integrazione e crescita civile. La scuola oltre la scuola è stato lo slogan per definire le nostre azioni. La caratteristica costante è stata il tentativo di andare, appunto, oltre.

Oltre la consueta attività scolastica.

Oltre il tempo canonico dello studio;

Oltre le sedi, nel tentativo di scavalcare il limite fisico dell’edificio scolastico alla scoperta della città, dei luoghi , delle persone.

E’ questo il percorso che intendiamo continuare.

 

 

Simone Ceresoni

Vicesindaco – con delega alla pubblica istruzion

RELAZIONE PER LA COMMISSIONE BILANCIO – AMBIENTE MOBILITA’

 

UN AMBIENTE DI QUALITA’ E UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE

 

Il bilancio di previsione 2009 ha tra i suoi obiettivi strategici quelli di contiunuare a perseguire una mobilità sostenibile ed un’elevata qualità ambientale.

Questa visione, comune a tutti i governi locali in ambito europeo, che hanno dato vita allo strumento di Agenda 21 delle città e delle regioni sostenibili si concretizzerà con una serie di impegni, che possono rappresentare un significativo passo in avanti, per tradurre la visione di un futuro urbano sostenibile in precisi obiettivi di sostenibilità e in azioni a livello locale.

  1. Per ciò che concerne le risorse naturali si partirà dall’assunto secondo il quale l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili è un obiettivo irrinunciabile per quanti hanno a cuore le sorti del pianeta. Per tal motivo sarà necessario promuovere il risparmio energetico e introdurre l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili sul territorio comunale. In modo particolare in questo anno si provvederà ad introdurre tali finalità con l’approvazione del Piano Energetico Ambientale comunale, strumento attuativo del PEAR, che conterrà le indicazioni di buone pratiche recepibili da enti pubblici, privati e aziende sul tema del risparmio energetico, efficienza e uso dei fonti pulite e rinnovabili. Allo stesso modo si interverrà nel formulare precise previsioni nel nuovo Regolamento edilizio. Interventi, in coerenza con il PEAC, sono previsti e finanziati per il 2009 su edifici di proprietà comunale come ad esempio l’installazione di impianti di solare termico sugli edifici degli impianti sportivi (quali lo Stadio Bianchelli, il campo di calcio delle Saline e il campo di calcio di Marzocca), l’impianto di cogenerazione della piscina delle Saline, gli interventi per promuovere l’efficienza energetica della pubblica illuminazione, che si vanno ad aggiungere all’intervento in corso d’opera del sistema fotovoltaico sugli uffici comunali della Nuova Gioventù. Sempre a questo riguardo andrà approfondita e progettata la possibilità di utilizzare l’area dell’ex discarica di sant’Angelo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico.

  2. Sarà tutelata la biodiversità e conservate le dinamiche che fondano gli equilibri dell’ecosistema a livello locale. In questo senso verrà promossa con apposite campagne e specifiche azioni la qualità delle acque (superficiali e sotterranee), del suolo e dell’aria contro tutte le forme di inquinamento (da cicli industriali dimessi o operanti, inquinamento atmosferico da gas di scarico, acustico, elettromagnetico, luminoso). Per ciò che riguarda in modo particolare l’inquinamento atmosferico da polveri sottili, di cui la nostra città soffre al pari delle altre realtà urbane collocate nella zona del medio Adriatico, l’Amministrazione Comunale sta partecipando con impegno e attenzione alla redazione del piano di risanamento della qualità dell’aria che la Regione Marche sta elaborando in modo tale da contenere gli agenti inquinanti, entro i limiti designati dalla normativa europea. Mentre per ciò che riguarda l’area Sacelit – Italcementi si prevede di concludere il processo di bonifica entro il primo semestre dell’anno, per l’area della ex – fonderia Veco si darà seguito ai procedimenti di caratterizzazione del terreno, redazione, approvazione ed esecuzione del progetto di bonifica. Inoltre ci si dovrà attivare per mettere in campo, con la collaborazione della Regione Marche, dell’Arpam e dell’ASUR un censimento in ambito comunale dei manufatti di proprietà privata con materiale contenente amianto e per stipulare un protocollo d’intesa tra Comune, Asur, impianti di smaltimento, ditte specializzate operanti nel settore, istituiti di credito, per definire procedure semplificate a costi accessibili, anche con mutui a tasso agevolato, in riferimento a tutti quei privati, che vogliono o si trovano nelle condizioni di dover smaltire materiale contenente amianto.

  3. Di concerto con le associazioni ambientaliste e gli altri soggetti interessati, occorrerà promuovere forme di gestione dell’Oasi di San Gaudenzio atte a garantirne la valorizzazione e fruibilità.

  4. Per ciò che riguarda il verde pubblico e il paesaggio (in ambito urbano e in quello extraurbano), che è direttamente correlato al più ampio concetto di qualità nella organizzazione dello spazio specie in ambito relativo al centro abitato, verrà dato incarico per redigere il Piano Strutturale del Verde Pubblico o Nuovo Piano Urbano del Verde, inteso come strumento capace di porre in salvaguardia gli elementi paesaggistici più rilevanti del nostro territorio (le dune lungo il litorale e il paesaggio agrario in campagna) e di orientare le scelte del presente e del futuro nella progettazione e nella manutenzione dei viali, delle aree verdi, dei giardini pubblici e nel preservare e sviluppare la presenza di essenze arboree nel territorio comunale anche in ambito privato. Occorrerà progettare la riconfigurazione dei viali alberati cittadini con nuove piantumazioni di alberi idonei a svolgere tale funzione, rilanciare il progetto Bosco Mio, entro l’azione del Centro d’Esperienza Bettino Padovano, e continuare nel lavoro di riqualificazione e cura delle aiuole, coinvolgendo anche, in qualità di sponsor, privati e aziende. In modo particolare nel corso del 2009 sarà data attuazione alla realizzazione del parco urbano delle Saline (con la redazione di un progetto qualificato e partecipato dagli organi istituzionali e dalla comunità locale) e alla riqualificazione dei giardini Catalani.

  5. Inoltre grazie alla operatività dello Sportello Informanimali, che dovrà essere potenziato mettendolo in rete con gli altri soggetti operanti nel settore della tutela degli animali (Asur, polizia municipale, guardie zoofile, canile convenzionato con il Comune di Senigallia) sarà possibile promuovere la cultura di una città capace di sviluppare un corretto rapporto tra uomo e gli altri esseri animali. In modo particolare saranno avviate campagne di prevenzione del randagismo, di adozione degli animali ricoverati presso il canile, di sterilizzazione delle colonie feline, di contenimento della popolazione dei colombi urbani, di disinfestazione e di derattizzazione. Dal rapporto con le associazioni e con i singoli volontari operanti sul territorio si potrà dare origine alla Banca del Tempo Zoofilo e all’apertura in aree idonee di strutture capaci di ospitare le colonie feline. Nel 2009 si darà attuazione, nelle forme dovute, alla possibilità di far accedere gli animali d’affezione (accompagnati dai proprietari) nella spiaggia durante la stagione estiva e verrà realizzata una apposita area in zona Saline – Capanna per realizzare una nuova area free – dog, al pari di quella esistente in zona Parco della Pace. Stessa previsione potrà essere inserita nella redazione del progetto di attuazione del parco delle Saline. Inoltre nella logica di area vasta, in collaborazione con la Provincia di Ancona, la Regione Marche e i Ministeri competenti, sarà necessario programmare sul nostro territorio la realizzazione di un canile pubblico comprensoriale dotato di un’area verde attrezzata per il ricovero degli animali e per il tempo libero delle persone. In questo ambito andranno trovate le risorse anche dalla compartecipazione dei comuni del comprensorio.

  6. In materia di modalità di consumo e di stili di vita responsabili l’ente comunale avrà modo di promuovere il prevenire degli sprechi, il riuso e il riciclo delle materie, gli acquisti verdi e solidali. In modo particolare sarà necessario che il Comune di Senigallia, secondo le logiche proprie dell’Ecomunicipio, continui ad utilizzare nel suo agire il criterio ecologico per acquistare beni e servizi, vale a dire che si tenga in debito conto quel requisito che deve essere rispettato da un prodotto e che attesta che quel dato bene o processo produttivo ha un impatto ambientale ridotto.

  7. Per ciò che riguarda il ciclo di gestione integrata dei rifiuti con l’approvazione del Regolamento comunale, l’adozione del Manuale di controllo del soggetto gestore del servizio e l’ampliamento del servizio di raccolta differenziata porta a porta in tutto l’ambito comunale (Castellaro, Roncitelli, San Silvestro, Filetto, Grottino e Brugnetto) il 2009 sarà l’anno del consolidamento dei risultati raggiunti (circa il 60% di raccolta differenziata dei rifiuti) e del necessario miglioramento dei servizi offerti (spazzamento, e pulizia della città; gestione delle modalità organizzative della raccolta dei rifiuti, migliore collocazione e migliore gestione delle isole ecologiche, che vengono utilizzate da alcuni esercizi commerciali nel centro storico e nella zona centrale del lungomare di levante).

  8. In tema di mobilità, entro il più ampio processo del Forum di Agenda 21, ragionando non più per compartimenti stagni e separati ma per l’integrazione di sistemi e avendo come obiettivo la riduzione della mobilità privata su gomma a favore dell’uso dei mezzi pubblici, l’incentivo dell’uso della bicicletta sarà adottato il Piano della Mobilità o Piano Generale del Traffico Urbano, strumento capace di fotografare e migliorare la sostenibilità della mobilità attuale sia urbana che di connessione con le direttrici extraurbane, ma soprattutto capace di tracciare le linee di indirizzo e gli scenari della mobilità futura, avendo in considerazione anche le scelte che verranno programmate in materia di grande viabilità e in materia di infrastrutture a servizio della mobilità. In questo senso occorrerà tenere conto del progetto della Complanare, del progetto, che su scala provinciale, prevede la realizzazione della metropolitana di superficie e dei progetti avviati per la realizzazione di parcheggi scambiatori in area periferica e parcheggi in struttura a servizio del centro storico, dei lungomari e delle altre aree strategiche urbane. Il Piano Generale del Traffico Urbano sarà volto a migliorare l’assetto viario attraverso l’ottimizzazione dei flussi con i seguenti obiettivi: corretta canalizzazione del traffico; potenziamento dei percorsi pedociclabili e la loro messa in sicurezza, riduzione del traffico nel centro storico e nei nuclei di quartiere e delle frazioni; riordino del traffico nella zona a mare tenendo conto delle diverse esigenze stagionali. In modo particolare saranno oggetto di aggiornamento i piani urbani del traffico delle frazioni di Marzocca, Vallone, Borgo Catena, Borgo Ribeca e del quartiere definito come zona dell’ex piano regolatore. Nel 2009 si darà anche attuazione definitiva del progetto del vigile elettronico per il controllo sistemico degli accessi alle aree pedonali e alle zone a traffico limitato istituite entro le mura settecentesche del centro storico della città.

  9. In materia di trasporto pubblico urbano nel 2009 si prevede di ottimizzare l’offerta di mobilità collettiva – dopo l’avvenuto ampliamento dei servizi offerti- con un progetto di sistematizzazione delle fermate e realizzazione di una nuova grafica sulle paline e con la stampa di materiale informativo a beneficio degli utenti con una scheda realizzata per ogni linea, indicando, in modo chiaro, i percorsi, la durata dei tragitti, gli orari invernali ed estivi e le fermate. A seguito dell’assegnazione da parte della Regione Marche di ulteriori 27.046 chilometri si procederà, in corso d’anno, al potenziamento estivo ed invernale di alcune linee urbane (come ad esempio nella nuova area urbana di Cesano e in alcuni centri abitati dell’entroterra del nostro comune) e all’avvio sperimentale del servizio di trasporto a chiamata.

  10. Per ciò che riguarda la “mobilità dolce” nel 2009 l’obiettivo da conseguire è quello di collegare meglio e mettere in maggiore sicurezza i tratti di pista ciclabile già realizzata. In modo particolare verrà realizzato il prolungamento del percorso ciclabile lungo la sponda destra del fiume Misa, che metterà definitivamente in collegamento tutte le frazioni posizionate sull’arceviese da Casine di Ostra a via dell’Angelo, entro il progetto del Percorrimisa.

  11. In tema di pianificazione territoriale sarà necessario adoperarsi per una integrazione delle politiche ambientali, urbanistiche, sociali e culturali volte a promuovere una maggiore vivibilità. In questo senso è stato redatto il Piano di Risanamento Acustico, che verrà portato all’attenzione del Consiglio Comunale entro il primo trimestre. Mentre sarà data attuazione al Piano di localizzazione e di delocalizzazione delle antenne a servizio della telefonia mobile e degli impianti di radiodiffusione volto a tutelare la popolazione e l’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico, secondo il principio di precauzione e le previsioni della normativa regionale vigente.

  12. L’azione della Protezione Civile sarà svolta avuto riguardo alla necessità di creare tutte le condizioni atte a prevenire situazioni di pericolo per i cittadini dal rischio di eventi calamitosi sismici e quelli relativi al dissesto idrogeologico. In questo senso occorrerà interagire con gli enti sovra ordinati, nella logica di area vasta, nell’opera di pianificazione avente per oggetto la difesa delle coste, la prevenzione dal rischio idraulico, la lotta all’erosione del suolo e la stabilità dei versanti. Per ciò che riguarda il progetto delle vasche di espansione lungo le sponde del Misa, si darà attuazione con la Regione Marche e la Provincia di Ancona ad un progetto più efficace da un punto di vista idraulico, più economico e più sostenibile da un punto di vista ambientale (anche seguendo la logica della rinaturalizzazione e dei principi di ingegneria naturalistica), rispetto al vecchio progetto elaborato all’inizio degli anni ’90. Inoltre sarà necessario redigere il piano di emergenza nel caso di eventi sismici e allo stesso tempo divulgarlo e renderlo operativo insieme al piano di emergenza per il rischio idrogeologico, anche in collaborazione con le associazioni, gli enti e le scuole, che collaborano con l’ente comunale nella gestione delle fasi di crisi. Opportuno, dopo attenta verifica, sarà l’aggiornamento del Piano di Emergenza riguardante il sito industriale presente sul nostro territorio e avente le caratteristiche di processo produttivo ad alto rischio ambientale qualora si rilevassero particolari elementi di rischio per i cittadini e i centri abitati. Occorrerà attivare quanto necessario per prevedere la definitiva delocalizzazione delle attività incompatibili.

  13. Continuerà l’attività a pieno regime il Centro educazione Ambientale – Centro d’Esperienza “Bettino Padovano”, con attività, laboratori ed esperienze rivolte al mondo della scuola (come ad esempio il mobility game) e della città tutta. In questo anno occorrerà dare alla stessa struttura una progettazione, che la caratterizzi come luogo significativo sia a livello cittadino, che sovra comunale dell’educazione in campo ambientale.

Simone Ceresoni

Vicesindaco con delega alla mobilità e all’ambiente

11 novembre 2008

UN’ALTRA SCUOLA È POSSIBILE:NO AL DISEGNO TREMONTI – GELMINI!

 

Nel giorno della manifestazione contro la leggi “…che sviliscono la scuola
pubblica…”, indetta dal Coordinamento Difesa Scuola Pubblica Senigallia, come Assessore comunale alla Pubblica Istruzione vorrei esprimere alcune riflessioni.


Siamo di fronte al serio pericolo di avere una scuola più essenziale, povera nei contenuti e nei modelli organizzativi, più “bacchettona” con i voti in condotta e “i suoi grembiulini”, forse più adeguata alle esigenze di mercato e di controllo sociale e a plasmare nuove generazioni di consumatori. Siamo di fronte al pericolo di avere una scuola sempre meno capace di veicolare il patrimonio di saperi e conoscenze, di educare al dialogo, di promuovere il pluralismo e di formare i buoni cittadini di domani, cioè uomini e donne capaci di orientarsi nella complessità e determinare le scelte più adeguate per sé e per gli altri.

Sono fortemente contrario alla riforma disegnata dai ministri Tremonti-Gelmini sulla organizzazione della scuola pubblica per un numero elevato di motivi. Le riforme, tutte (e forse ancora di più quelle che toccano beni di interesse pubblico di primo livello, come l’educazione e l’istruzione delle giovani generazioni), dovrebbero partire da una grande idea, un’intuizione – pedagogica in questo caso –, un incipit
culturale su cui plasmare poi un disegno di legge, una proposta. Le riforme dovrebbero essere capaci di aprire – prima – un dibattito e un confronto, che possa sfociare – poi – in un sistema normativo nuovo, di spessore e condiviso.


La procedura adottata dai ministri del governo Berlusconi sembra non partire da una grande idea iniziale, né gli strumenti attuativi – in corso di definizione – sembrano fino ad oggi essere in grado di formulare un quadro unitario di interventi chiaro e
di spessore per finalità, obiettivi e azioni. Usare i Decreti Legge (n. 112/2008 Tremonti e n.137/2008 Gelmini) – convertiti oggi in legge – come strumenti separati tra loro pone con forza la portata dell’accresciuta sconnessione normativa e caratterizza un approccio dirigista ed escludente, che cala dall’alto uno pseudo-progetto, ratificato successivamente dal Parlamento.

Nella fase ideativa non sono stati coinvolti i soggetti interessati e le parti sociali, azzerando di fatto in un colpo solo il paradigma della scuola come interesse e bene
di un’intera comunità, che attraverso essa forma, sostiene e accompagna le giovani generazioni, investendo per il futuro e sul futuro.


Nel merito poi la disciplina impostata dal ministro Tremonti ha un approccio economicista, che vede nell’efficacia ed efficienza dell’impiego delle risorse umane l’unica chiave di valutazione del sistema scolastico e che riduce la scuola a semplice strumento delle necessità del mercato, da riconoscere e validare solo in base alle possibili ricadute di carattere economico.

Manca la riforma. Manca l’incipit culturale e pedagogico. C’è solo una manovra finanziaria per ridurre la spesa.


In modo particolare con le misure adottate e vigenti – il maestro unico, la riduzione dell’orario e l’introduzione del voto in condotta in primis – nella scuola si riduce sensibilmente la possibilità di offrire un insegnamento di qualità, si mette in
discussione la formula del tempo pieno come offerta unitaria e strategica che viene invece degradata come un’azione volta semplicisticamente ad aggiungere un po’ di ore dove vengono richieste.

Si potranno creare disagi alle famiglie di lavoratori, che oggi contano sulle qualificate esperienze del tempo prolungato e del tempo pieno, presenti in modo capillare e sistemico su tutto il territorio nazionale. Si cancella, dopo oltre quindici anni, un modello organizzativo che faceva del pluralismo, dell’azione collegiale, del lavoro di gruppo dei docenti un punto di forza da agire e da proporre ai bambini e alle bambine come possibile strumento per sviluppare competenze e conoscenze del sé e degli altri. Si pensa che l’autorevolezza degli insegnanti possa essere accresciuta con la possibilità di quantificare in modo “numerico e secco” la condotta degli studenti.

Anche gli standard quantitativi e numerici (di istituti scolastici, plessi e classi), di cui si sta discutendo, possono minare la qualità della scuola: classi sovraffollate, minore
sostegno ai disabili, concentrazione dei plessi con una graduale “deterritorializzazione” della scuola.


Manifestare qui e oggi il proprio dissenso, come in tutta Italia, in modo democratico,
nonviolento e pluralista (garantendo diritto di espressione anche a chi la pensa in modo diverso), è dunque auspicabile per dissentire su questo metodo e questo disegno e per difendere la scuola pubblica da un attacco pericoloso.

Manifestare qui e oggi per auspicare che gli strumenti attuativi – in corso di elaborazione presso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca – delle leggi Tremonti-Gelmini cancellino tutta la portata negativa e gli effetti fino a qui
conosciuti.

 

Anche a Senigallia, ove il sistema educativo (messo in campo dagli istituti comprensivi di concerto con l’Ente comunale) è un’eccellenza per qualità dell’offerta formativa e per il livello dei servizi erogati a sostegno e supporto dell’azione di
insegnamento/apprendimento (trasporti scolastici, mense, piano dell’offerta formativa territoriale, sostegno agli alunni in difficoltà, integrazione dei bambine e dei ragazzi migranti, solo per fare alcuni esempi), nel breve periodo potremo trovarci di fronte alla riduzione della qualità della scuola, a una compressione dei servizi scolastici
fino ad ora offerti e a maggiori disagi per gli studenti e per le famiglie, che l’Ente locale non sarà in grado di alleviare completamente.

Nel medio-lungo periodo poi si potrebbe iniziare a perdere le scuole di alcune delle nostre frazioni, centro vitale di incontro, presidio territoriale di democrazia, integrazione e luogo di identità culturale dei piccoli centri abitati sparsi entro il
territorio comunale.

Oggi è in gioco la qualità della vita della comunità locale e nazionale. È bene che se ne parli, ci si confronti, anche partendo da posizione e idee diverse, per cercare di correggere in modo radicale gli effetti di leggi che mancano di lungimiranza e
attenzione, poiché guardano al passato e mancano di prospettiva.

 

Simone Ceresoni

Vicesindaco Comune di Senigallia

con delega alla Pubblica Istruzione

27 agosto 2008

Piano Cervellati, dalla minoranza solo una baraonda annunciata

Il piano Cervellati è stato approvato in un clima da stadio, l’indegno spettacolo messo in scena dalle minoranze non deve stupire, come si dice a Senigallia “Quando hai torto la butti in cagnara”, e in questo caso non solo hanno torto, ma neanche hanno niente da dire, e siccome studiare le pratiche costa fatica, molto meglio buttarla in rissa per poi andarsi a lamentare con la stampa compiacente. Hanno tentato un azzardo delineando una strategia politica suicida e facendo conto su una supposta debolezza della maggioranza e sono stati bastonati. Forse da domani qualcuno avrà di che riflettere visto il pessimo risultato e il pessimo servizio fatto ai propri elettori. I cittadini sono forse disorientati di fronte a questo teatrino, e qualcuno magari sarà tentato di dare ragione ai paladini del popolo ai quali la “arrogante maggioranza” non ha concesso l’opportunità di discutere. State attenti perche, sempre come si dice a Senigallia questi sono “Birb’ e Porch’” 

Ci sono dei precedenti che vanno messi in fila.
Il venti luglio durante la conferenza dei capigruppo il presidente propone una data per la discussione del piano verso la fine dello stesso mese.
L’opposizione dice no, ci vuole più tempo per approfondire la pratica e comunque va discussa come unico punto all’ordine del giorno perchè la pratica è complessa (ricordo che è in discussione in 2° commissione dalla fine di gennaio).
Il presidente si riserva la decisione e alla fine opta per il rinvio.
Alla successiva Conferenza dei Capigruppo si propone la data del 26 agosto, la maggioranza apppoggia la proposta, per la minoranza non va bene e non si spiega tutta questa fretta. il presidente si riserva di decidere e alla fine invia le convocazione per il 26, con il piano come unico agomento in discussione.
Fatto questo, come molti di noi e di voi si prende qualche giorno di ferie.
Durante tale periodo il Vice Cameruccio convoca una nuova conferenza utilizzando l’ articolo del regolamento che gli attribuisce le funzioni di presidente in assenza del titolare, e informa che (guarda il caso) sono giunte in questi giorni 7 mozioni da discutere in consiglio a firma di consiglieri della minoranza.
La maggioranza conferma la propria posizione, la minoranza ritiene le mozioni propedeutiche alla approvazione del piano, il presidente vicario si riserva la decisione.
Alla fine arriva la nuova convocazione  che annulla e sostituisce la precedente e che fa slittare la discussione del piano al punto 8 dell’odg. (in pratica come minimo dopo la fiera)
decisione legittimata dal regolamento anche se a mio avviso politicamente scorretta. Arriviamo alla giornata del 26, la maggioranza propone l’anticipo della discussione del piano come il regolamento consente, e lo vota.
Ma la minoranza (non tutta) non ci sta e impedisce il proseguimento della seduta, lo fa la mattina e alla ripresa dei lavori, il pomeriggio, lo fa con le urla e con i megafoni.
Alla fine la maggioranza non può fare altro che fare la maggioranza e vota la pratica così come è, riunciando ai numerosi emendamenti preparati, alla discussione in aula e alle motivazioni del voto.
Ora la domanda è: Chi ha impedito lo svolgimento del processo democratico? rispondete come credete.
per finire qualche flash sulla giornata:
Note positive
1) Il piano è stato adottato, avremo modo in fase di osservazioni di migliorarne alcuni aspetti accogliendo le questioni che in questi mesi la città ci ha posto
2) La non partecipazione alla deriva eversiva dell’opposizioni di alcune persone che stimo e rispetto.
Note negative;
1)L’offesa fatta all’aula del consiglio e alla città
2)L’aria pesante  scesa sul consiglio, speriamo di poterla migliorare con l’aiuto di tutti
3)Gli eccessi e i moti di violenza, verbale e non, che non sono mai giustificabili
note comiche;
1)Il capitombolo di Mangialardi
2)Gabriele Cameruccio, uomo mite e in generale persona seria con il megafono i mano come fossimo allo stadio
3) Il Dott. Massaccesi che fa il gesto dell’ombrello al sindaco, ma lui è un vero genio,una istituzione, per carità non me lo toccate.

Roberto Curzi (Capogruppo Verdi per la Pace)

24 luglio 2008

Pitch & Putt, Una occasione da non cogliere

 

I Verdi di Senigallia esprimono profonda soddisfazione per il ritiro della pratica del campo da golf all’interno del parco delle Saline da parte della giunta nel corso dello scorso consiglio comunale.

L’ipotesi, è utile ricordarlo, fa riferimento ad una pratica sportiva ,il Pitch & Putt, che potremmo definire una sorta di golf su spazi ridotti, e prevedeva la realizzazione di un campo pratica di circa 2 ettari recintato e ad uso esclusivo del soggestto gestore, la restante parte (circa 5 ettari) destinata ad area verde con un vincolo d’uso per le giornate in cui si prevedevano gare e manifestazioni .

Eravamo contrari alla proposta e il gruppo consiliare aveva già dichiaratoil proprio voto contrario, in quanto a nostro avviso tale ipotesi costituiva una rinuncia alla possibilità di realizzare il parco urbano libero da vincoli e fruibile dai cittadini, l’ipotesi presentata non dava inoltre sufficenti garanzie rispetto all’uso di pesticidi e al consumo di acque per irrigazione.

In particolare rispetto a quest’ultimo aspetto la soluzione prevedeva l’utilizzo dell’acqua di falda attraverso la realizzazione di pozzi, va ricordato quanto il sistema idraulico di costa sia un sistema delicato e come in tanti casi l’utilizzo eccessivo di acqua di falda ha portato al fenomeno della “ingressione salina”, vale a dire l’avanzamento dell’acqua salata nel sottosuolo con successivavo inaridimento di parti importanti del territorio.

Riteniamo utile affermare come i parchi urbani rappresentino elementi di equilibrio rispetto alle parti costruite della città, polmoni verdi capaci di riequilibrare i fenomeni indotti dalla crescita urbana tanto che la nostra pianificazione ne prevede di strategici in prosimità dei maggiori quartieri residenziali, spazi funzionali alla ricreazione, alle relazioni umane, alla mobilità ciclabile e pedonale interquartiere, opere pubbliche di valore superiore a tante altre realizzate nel recente passato.

Il passo conseguente non potrà che essere l’individuazione di un apposito capitolo di bilancio allo scopo di realizzare il Parco delle Saline come i cittadini giustamente attendono, come Verdi di Senigallia ci impegnamo fin d’ora a costruire questo percorso, con i colleghi della maggioranza e il consiglio comunale tutto.

Roberto Curzi

Capogruppo Verdi Senigallia

4 luglio 2008

Consiglio Comunale del 9 luglio 2008

Nuova seduta del Consiglio Comunale programmata per mercoledì prossimo. Pubblichiamo l’ordine dei lavori per i cittadini che volessero partecipare.

Si informa la S.V. che il Consiglio Comunale è convocato – in sessione straordinaria
Mercoledì 9 luglio 2008 – ore 18,30
per l’esame del seguente ordine del giorno:
01) INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
02) APPROVAZIONE VERBALI SEDUTE PRECEDENTI: n. 1 – seduta del 30/01/2008; nn. 35, 40 – seduta del 31/03/2008; nn. 44, 48 – seduta del 14/05/2008; n. 56 – seduta del 22/05/2008; n. 61 – seduta dell’11/06/2008
Relatore: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
03) APPROVAZIONE IN ATTUAZIONE ALL’ART. 5 DEL D.P.R. 447/1998 DELLE MODIFICHE AL VIGENTE P.R.G. A SEGUITO DELLA VARIANTE PUNTUALE RICHIESTA DALLA DITTA CITY HOTEL SRL
Relatore: ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO
04) VARIAZIONE PUNTUALE DEL VIGENTE PIANO REGOLATORE GENERALE PER L’AMPLIAMENTO DI UN EDIFICIO INDUSTRIALE SITO A SENIGALLIA – ZONA PIP CESANELLA – VIA D. CORVI 29 DI PROPRIETA’ DELLA DITTA ASCAM, IN ATTUAZIONE DI QUANTO DISPOSTO DALL’ART. 5 DEL D.P.R. 447/1998
Relatore: ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO
05) PIANO DI LOTTIZZAZIONE CONVENZIONATO COMPARTO “EX MONTESI” – COMPARTO EDIFICATORIO DITTA “TEOREMA S.R.L.” – APPROVAZIONE VARIANTE NON SOSTANZIALE EX ART. 3/BIS DELLA CONVENZIONE URBANISTICA
Relatore: ASSESSORE ALL’URBANISTICA
06) PARCO DELLE SALINE – DESTINAZIONE DI UN’AREA A CAMPO PRATICA DEL GOLF (PITCH AND PUTT)
Relatore: ASSESSORE ALL’URBANISTICA
07) PROPOSTA DI MODIFICA ART. 10 DEL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI
Relatore: PRESIDENTE DELLA 1ª COMMISSIONE CONSILIARE

27 giugno 2008

La città futura

I Verdi di Senigallia si fanno promotori di una giornata di studio dal titolo” LA CITTA’ FUTURA – Senigallia verso un nuovo Piano Regolatore” che si terrà Venerdì 27 Giugno nel Chiostro delle Grazie con inizio alle ore 16,30.
Il convegno, aperto a tutti, avrà un primo tempo , nel pomeriggio, dedicato all’approfondimento di alcuni aspetti fondamentali della gestione del territorio comunale, a partire dalle criticità, per arrivare alla individuazione degli strumenti conoscitivi e d’intervento più appropriati in un’ottica di Ecopiano.

Relatori: Lanfranco Bertolini, Silvia Catalino, Carlo Maria Bartolini, Gabriele Centurelli, Marcello Principi, Gino Girolomoni, Leo Badioli, Virginio Villani.

Dopo un breve break con spuntino, alle ore 21, il secondo tempo sarà dedicato ad un confronto con quell’associazionismo di base che a Senigallia pone al centro del suo impegno le questioni urbanistiche – ambientali con una tavola rotonda dal titolo “Percorso per un Piano Regolatore partecipato”. Interverranno: Critical Mass, Comitato ‘il borgo’, Ass. Conflueze, Gruppo Società Ambiente, Italia Nostra, Meet – up, centro sociale Mezza Canaja, comitato ‘Versus complanare.

Con questa iniziativa è intenzione dei Verdi avviare un dibattito
sulla necessità per Senigallia di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico generale che le consenta di affrontare le problematiche e le emergenze del futuro.

L’impostazione del convegno, tecnica, politica e partecipativa, vuole già essere un’indicazione di metodo su come dovrebbe procedere il dibattito su una questione di così ampia portata.
Auspicando una risposta positiva da parte della città, l’avvio di un dibattito diffuso, a tutti i livelli, i Verdi annunciano sin d’ora la volontà di dare seguito a questo primo appuntamento con un altro dedicato al confronto con gli altri partiti e le categorie economiche e sociali presenti nella città di Senigallia.

6 giugno 2008

Alcune rifessioni sul Consiglio Grande e sul Piano Particolareggiato del Centro Storico

I contributi pervenuti durante il Consiglio grande sul piano particolareggiato del centro storico sono un elemento oggettivo di riflessione che vanno assunti con responsabilità e non, come si vorrebbe, occasione per indirizzare opinioni articolate verso giudizi politici precostituiti.

Come Verdi di Senigallia riteniamo l’approvazione di tale importante strumento una assoluta priorità, crediamo che si possa fare attraverso un percorso partecipativo e alla ricerca della massima condivisione ma senza tentennamenti.

Crediamo innanzitutto che le forze presenti in consiglio comunale meglio potrebbero utilizzare la proprie energie a comprendere ed eventualmente migliorare la proposta di piano particolareggiato piuttosto che adottare atteggiamenti preconcetti e strumentali. Occorre confrontarsi, ma senza giochi al ribasso utili solo ad inseguire la convenienza del momento, vuoti da ogni prospettiva storica o lungimiranza progettuale

Conoscere per decidere” con questo spirito si può serenamente lavorare anche su temi sensibili quali il centro storico della nostra città e le sue memorie secondo le diverse sensibilità, con disposizione all’ ascolto della città e al confronto con le categorie ma senza abdicare al ruolo che compete ad una amministrazione, quali il dovere di guidare i fenomeni di trasformazione urbana garantendone percorsi democratici.

Sul piano del centro storico a prescindere dalle impostazioni culturali di ognuno, esiste un sistema di valori e di regole condivisi che è necessario acquisire quali elementi preliminari a qualsiasi riflessione.

Come Verdi di Senigallia proponiamo alcuni spunti di riflessione utili al confronto generale e al processo di condivisione fin qui intrapreso.

 

  1. La città ci appartiene come comunità e non come individui, è espressione della coscienza collettiva degli uomini e delle donne che l’hanno edificata e che vi hanno vissuto, noi compresi; contiene, solidificata, la loro e la nostra struttura sociale ed economica.

  2. La parabola millenaria di una città storica non può piegarsi ad esigenze contingenti; questa città, sopravvissuta fino ad oggi, abbiamo il dovere di restituirla conservandone per intero gli elementi di valore che ci sono stati trasmessi.

  3. Occorre avere consapevolezza del ruolo che ci attiene in una prospettiva storica di lunga portata, della incidenza che i nostri atti possono avere sul futuro, della necessità di agire con leggerezza sui contesti sensibili.

 

Tutto ciò se condiviso dovrà guidare il nostro agire quotidiano, come cittadini, soggetti portatori di interessi, amministratori.

Oggi ci si chiede se la città storica sarà in grado di affrontere e vincere la sfida della “contemporaneità”; noi ci chiediamo invece se sarà in grado la società contemporanea di affrontare con consapevolezza e vincere la sfida che il confronto con la città storica, nei suoi molteplici aspetti, ci pone.

Fino ad ora il centro storico ha dimostrato una grande capacità di trasformazione ed attitudine ad accogliere la contemporaneità nei suoi aspetti funzionali, sociali ed economici.

Oggi la città che viviamo, e in special modo il centro storico, è per molti aspetti cosa diversa da come la vollero i suoi edificatori, diverse sono le attività insediate, diversi sono i propri riferimenti.

Non si può però chiedere ad una città antica di farsi carico di ogni nuova esigenza la società contemporanea abbia generato, ciò andreabbe a discapito della qualità della vita, della conservazione dell’ambiente urbano come noi lo conosciamo, e delle stesse attività economiche che oggi vi sono insediate.

E’ indispensabile avere un approccio responsabile rispetto alle tematiche della mobilità e dell’ accesso al centro, occorre garantire una adeguata residenzialità del centro che consenta una funzionalità dei servizi di base; occorre presevare il centro storico dalla generalizzazione e dalla omologazione valorizzandone gli elementi caratterizzanti; è necessario decentrare quegli attrattori di traffico incongrui al contesto che ancora risiedono in centro.

Occorre in sintesi pensare la città storica come sistema complesso portatore di valori, ai quali valori è necessario fornire un adeguato approccio e adeguato contesto.

Resta da definire se possa o meno la città storica farsi carico di esprimere, oltre al valore riconosciuto delle sue parti monumentali e del caratteristico tessuto urbano dell’edilizia minore, anche la “contemporaneità architettonica”.

Anche su questo il tema non può essere ridotto ad una questione di facciate.

Occorre innanzitutto ricordare come nel tempo la città abbia subito due importanti lacerazioni, nella stessa misura devastanti: Il terremoto del 1930 e la riedificazione successiva fatta con criteri di mera sostituzione in chiave moderna del manufatto.

Non si riuscì allora a comprendere come un ripristino rigoroso degli edifici compromesssi ci avrebbe oggi consegnato una città senza dubbio migliore e maggiormente caratterizzata.

Lo strumento del piano particolareggiato ci offre, a distanza di decenni, la possibilità di risascire tali devastazioni e di rendere giustizia alla città storica e alla sua identità.

Per quanto riguarda tutta l’edificazione successiva vorremmo far notare come, se sono praticamente indistinguibili nella città gli edifici del XVII°, XVIII°, XIX° secolo, a causa della loro omogeneità tipologica, costruttiva e iconografica, questo non si po’ certo dire per i rari interventi del dopoguerra dei quali si può stimare per certo la decade di costruzione.

Pur comprendendo l’aspirazione di ogni società a rappresentare la propria contemporaneità anche stilistica, riteniamo che per il centro storico date le sue peculiarità, ciò non possa essere che una motivata eccezione.

A questo andrebbe aggiunto come la contemporaneità architettonica sia un concetto assolutamente volubile e in una prospettiva storica quasi inconsistente.

Se avvessimo consegnato la città agli stilemi degli anni ‘80 ne avremmo fatto un tripudio di fornici e cornicioni postmoderni, negli anni ‘90 l’avremmo trovata ricolma di minimalismo e cultura giapponese, oggi la città la vorremmo decostruita ed esplosa in frammenti di titanio e vetro.

Ci comprenderebbero i nostri nipoti? Riuscirebbero a leggere la città? Non crediamo. Ce ne è quindi abbastanza da raccomandare cautela ed esigere leggerezza.

La sfida attende gli architetti e gli urbanisti dell’oggi nelle periferie urbane, sarebbe utile attrezzarsi per vincerla per il bene della città tutta.

29 maggio 2008

Il patto di fine mandato

Pubblichiamo il testo integrale del patto di fine mandato sottoscritto da Verdi e Partito Democratico per il Comune di Senigallia.

(continua…)

12 maggio 2008

DOCUMENTO PER UN PATTO DI FINE MANDATO

Premesso e ribadito che i rapporti interni alla maggioranza devono essere improntati alla pari dignità tra le forze politiche che la compongono, alla collegialità nella assunzione delle decisioni, al pluralismo dell’azione amministrativa, alla ricerca del confronto e della mediazione tra soggetti diversi, che sono uniti da un unico progetto di governo e che tali inderogabili principi devono animare i rapporti entro la maggioranza (rapporti tra maggioranza ed esecutivo) ed entro gli ambiti istituzionali (rapporti tra Giunta e Consiglio comunale). (continua…)

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