27 giugno 2008

La città futura

I Verdi di Senigallia si fanno promotori di una giornata di studio dal titolo” LA CITTA’ FUTURA – Senigallia verso un nuovo Piano Regolatore” che si terrà Venerdì 27 Giugno nel Chiostro delle Grazie con inizio alle ore 16,30.
Il convegno, aperto a tutti, avrà un primo tempo , nel pomeriggio, dedicato all’approfondimento di alcuni aspetti fondamentali della gestione del territorio comunale, a partire dalle criticità, per arrivare alla individuazione degli strumenti conoscitivi e d’intervento più appropriati in un’ottica di Ecopiano.

Relatori: Lanfranco Bertolini, Silvia Catalino, Carlo Maria Bartolini, Gabriele Centurelli, Marcello Principi, Gino Girolomoni, Leo Badioli, Virginio Villani.

Dopo un breve break con spuntino, alle ore 21, il secondo tempo sarà dedicato ad un confronto con quell’associazionismo di base che a Senigallia pone al centro del suo impegno le questioni urbanistiche – ambientali con una tavola rotonda dal titolo “Percorso per un Piano Regolatore partecipato”. Interverranno: Critical Mass, Comitato ‘il borgo’, Ass. Conflueze, Gruppo Società Ambiente, Italia Nostra, Meet – up, centro sociale Mezza Canaja, comitato ‘Versus complanare.

Con questa iniziativa è intenzione dei Verdi avviare un dibattito
sulla necessità per Senigallia di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico generale che le consenta di affrontare le problematiche e le emergenze del futuro.

L’impostazione del convegno, tecnica, politica e partecipativa, vuole già essere un’indicazione di metodo su come dovrebbe procedere il dibattito su una questione di così ampia portata.
Auspicando una risposta positiva da parte della città, l’avvio di un dibattito diffuso, a tutti i livelli, i Verdi annunciano sin d’ora la volontà di dare seguito a questo primo appuntamento con un altro dedicato al confronto con gli altri partiti e le categorie economiche e sociali presenti nella città di Senigallia.

16 giugno 2008

Senigallia verso un nuovo Piano Regolatore

I Verdi organizzano venerdì 27 giugno una giornata di studio sulla città futura. Segue il programma della giornata, a partire dalle 16.30. Ti aspettiamo!

(continua…)

6 giugno 2008

Alcune rifessioni sul Consiglio Grande e sul Piano Particolareggiato del Centro Storico

I contributi pervenuti durante il Consiglio grande sul piano particolareggiato del centro storico sono un elemento oggettivo di riflessione che vanno assunti con responsabilità e non, come si vorrebbe, occasione per indirizzare opinioni articolate verso giudizi politici precostituiti.

Come Verdi di Senigallia riteniamo l’approvazione di tale importante strumento una assoluta priorità, crediamo che si possa fare attraverso un percorso partecipativo e alla ricerca della massima condivisione ma senza tentennamenti.

Crediamo innanzitutto che le forze presenti in consiglio comunale meglio potrebbero utilizzare la proprie energie a comprendere ed eventualmente migliorare la proposta di piano particolareggiato piuttosto che adottare atteggiamenti preconcetti e strumentali. Occorre confrontarsi, ma senza giochi al ribasso utili solo ad inseguire la convenienza del momento, vuoti da ogni prospettiva storica o lungimiranza progettuale

Conoscere per decidere” con questo spirito si può serenamente lavorare anche su temi sensibili quali il centro storico della nostra città e le sue memorie secondo le diverse sensibilità, con disposizione all’ ascolto della città e al confronto con le categorie ma senza abdicare al ruolo che compete ad una amministrazione, quali il dovere di guidare i fenomeni di trasformazione urbana garantendone percorsi democratici.

Sul piano del centro storico a prescindere dalle impostazioni culturali di ognuno, esiste un sistema di valori e di regole condivisi che è necessario acquisire quali elementi preliminari a qualsiasi riflessione.

Come Verdi di Senigallia proponiamo alcuni spunti di riflessione utili al confronto generale e al processo di condivisione fin qui intrapreso.

 

  1. La città ci appartiene come comunità e non come individui, è espressione della coscienza collettiva degli uomini e delle donne che l’hanno edificata e che vi hanno vissuto, noi compresi; contiene, solidificata, la loro e la nostra struttura sociale ed economica.

  2. La parabola millenaria di una città storica non può piegarsi ad esigenze contingenti; questa città, sopravvissuta fino ad oggi, abbiamo il dovere di restituirla conservandone per intero gli elementi di valore che ci sono stati trasmessi.

  3. Occorre avere consapevolezza del ruolo che ci attiene in una prospettiva storica di lunga portata, della incidenza che i nostri atti possono avere sul futuro, della necessità di agire con leggerezza sui contesti sensibili.

 

Tutto ciò se condiviso dovrà guidare il nostro agire quotidiano, come cittadini, soggetti portatori di interessi, amministratori.

Oggi ci si chiede se la città storica sarà in grado di affrontere e vincere la sfida della “contemporaneità”; noi ci chiediamo invece se sarà in grado la società contemporanea di affrontare con consapevolezza e vincere la sfida che il confronto con la città storica, nei suoi molteplici aspetti, ci pone.

Fino ad ora il centro storico ha dimostrato una grande capacità di trasformazione ed attitudine ad accogliere la contemporaneità nei suoi aspetti funzionali, sociali ed economici.

Oggi la città che viviamo, e in special modo il centro storico, è per molti aspetti cosa diversa da come la vollero i suoi edificatori, diverse sono le attività insediate, diversi sono i propri riferimenti.

Non si può però chiedere ad una città antica di farsi carico di ogni nuova esigenza la società contemporanea abbia generato, ciò andreabbe a discapito della qualità della vita, della conservazione dell’ambiente urbano come noi lo conosciamo, e delle stesse attività economiche che oggi vi sono insediate.

E’ indispensabile avere un approccio responsabile rispetto alle tematiche della mobilità e dell’ accesso al centro, occorre garantire una adeguata residenzialità del centro che consenta una funzionalità dei servizi di base; occorre presevare il centro storico dalla generalizzazione e dalla omologazione valorizzandone gli elementi caratterizzanti; è necessario decentrare quegli attrattori di traffico incongrui al contesto che ancora risiedono in centro.

Occorre in sintesi pensare la città storica come sistema complesso portatore di valori, ai quali valori è necessario fornire un adeguato approccio e adeguato contesto.

Resta da definire se possa o meno la città storica farsi carico di esprimere, oltre al valore riconosciuto delle sue parti monumentali e del caratteristico tessuto urbano dell’edilizia minore, anche la “contemporaneità architettonica”.

Anche su questo il tema non può essere ridotto ad una questione di facciate.

Occorre innanzitutto ricordare come nel tempo la città abbia subito due importanti lacerazioni, nella stessa misura devastanti: Il terremoto del 1930 e la riedificazione successiva fatta con criteri di mera sostituzione in chiave moderna del manufatto.

Non si riuscì allora a comprendere come un ripristino rigoroso degli edifici compromesssi ci avrebbe oggi consegnato una città senza dubbio migliore e maggiormente caratterizzata.

Lo strumento del piano particolareggiato ci offre, a distanza di decenni, la possibilità di risascire tali devastazioni e di rendere giustizia alla città storica e alla sua identità.

Per quanto riguarda tutta l’edificazione successiva vorremmo far notare come, se sono praticamente indistinguibili nella città gli edifici del XVII°, XVIII°, XIX° secolo, a causa della loro omogeneità tipologica, costruttiva e iconografica, questo non si po’ certo dire per i rari interventi del dopoguerra dei quali si può stimare per certo la decade di costruzione.

Pur comprendendo l’aspirazione di ogni società a rappresentare la propria contemporaneità anche stilistica, riteniamo che per il centro storico date le sue peculiarità, ciò non possa essere che una motivata eccezione.

A questo andrebbe aggiunto come la contemporaneità architettonica sia un concetto assolutamente volubile e in una prospettiva storica quasi inconsistente.

Se avvessimo consegnato la città agli stilemi degli anni ‘80 ne avremmo fatto un tripudio di fornici e cornicioni postmoderni, negli anni ‘90 l’avremmo trovata ricolma di minimalismo e cultura giapponese, oggi la città la vorremmo decostruita ed esplosa in frammenti di titanio e vetro.

Ci comprenderebbero i nostri nipoti? Riuscirebbero a leggere la città? Non crediamo. Ce ne è quindi abbastanza da raccomandare cautela ed esigere leggerezza.

La sfida attende gli architetti e gli urbanisti dell’oggi nelle periferie urbane, sarebbe utile attrezzarsi per vincerla per il bene della città tutta.

29 maggio 2008

Il patto di fine mandato

Pubblichiamo il testo integrale del patto di fine mandato sottoscritto da Verdi e Partito Democratico per il Comune di Senigallia.

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12 maggio 2008

DOCUMENTO PER UN PATTO DI FINE MANDATO

Premesso e ribadito che i rapporti interni alla maggioranza devono essere improntati alla pari dignità tra le forze politiche che la compongono, alla collegialità nella assunzione delle decisioni, al pluralismo dell’azione amministrativa, alla ricerca del confronto e della mediazione tra soggetti diversi, che sono uniti da un unico progetto di governo e che tali inderogabili principi devono animare i rapporti entro la maggioranza (rapporti tra maggioranza ed esecutivo) ed entro gli ambiti istituzionali (rapporti tra Giunta e Consiglio comunale). (continua…)

9 maggio 2008

I Verdi e il sostegno alla complanare

Dopo l’assemblea di martedì scorso a Borgo Ribeca sulla complanare, preme ulteriormente poter presentare le motivazioni che mi hanno portato insieme agli amici verdi (gruppo consiliare e partito) a sostenere la scelta progettuale di una strada rivolta alla grande viabilità. Scelta peraltro condivisa all’unanimità da tutti i consiglieri comunali della nostra città.

Mi occupo per delega assegnata dal Sindaco, dopo essere stato eletto in Consiglio Comunale, da cinque anni della mobilità cittadina. Nel corso di questo tempo ho scelto di affrontare per prima la questione del metodo (ricerca e assunzione di personale qualificato, costituzione di un apposito ufficio, acquisizione di strumentazione informatica, rapporti di collaborazione con Università e Studi specializzati in materia, all’avanguardia sul panorama nazionale) per affrontare in modo adeguato i tanti problemi che il traffico veicolare crea alla nostra città.

La prima questione percebile ad occhio nudo – se si pensa all’aggressione che i mezzi pesanti fanno nell’uso delle strade cittadine –, ma riscontrabile anche dai risultati delle ricerche condotte dall’amministrazione comunale in questi anni è quella della mancanza di una strada, capace di attrarre e organizzare il cosiddetto traffico veicolare di attraversamento. Per usare un linguaggio caro e condivisibile al Movimento Lento Ciclabile “una pista per camion e macchine dove emarginare il traffico che attraversano la città”. A Senigallia manca, poiché dopo 30 anni di approfonditi dibattiti, che hanno partorito diverse e interessanti proposte, da quella dell’arch. Minetti (strada urbana a scorrimento interno) a quella di Agostinacchio a quella del Karrer, nulla si è concluso, lasciando irrisolti i problemi di vivibilità e sicurezza della nostra città: uso promiscuo delle medesime strade da parte di pedoni (scolari e anziani…), ciclisti, auto che si spostano da un quartiere all’altro, veicoli che attraversano la città partendo da Ancona per raggiungere Pesaro e viceversa, camion di ogni tipo. Si pensi alla punta dell’iceberg: Viale Leopardi e la zona del campus scolastico ove bambini e studenti raggiungono la scuola tra un camion e l’altro.

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27 aprile 2008

I Verdi per un nuovo PRG

A seguire un intervento di Virginio Villani, componenete dell’esecutivo senigalliese dei Verdi, sull’esigenza di avere un nuovo Piano regolatore generale.

Tre sono le emergenze dell’urbanistica senigalliese. La prima è quella del centro storico, dove i la mancanza di un piano ha prodotto per decenni solo cattiva architettura; ma a questo si sta ovviando, si spera in tempi brevi. La seconda è rappresentata dallo stato delle mura cittadine, che attendono da sempre un piano di recupero che ne fermino il degrado; qui siamo ancora alla fase di proposta e sarà necessario impegnarsi con forza e convinzione. La terza e più importante è quella dell’espansione urbana, dove si è verificato in questi ultimi anni la diffusione di un’edificazione disorganica e disomogenea, spesso anche disordinata, attraverso il ricorso alla prassi delle varianti, dei piani di completamento o e dei piani particolareggiati, che hanno supplito spesso alla inadeguatezza del vecchio PRG. Gli esempi più evidenti sono quelli delle fasce edificate lungo la nazionale, fra la nazionale e la costa, lungo l’Arceviese e lungo la Corinaldese.

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11 aprile 2008

LA VARIANTE ARCEVIESE UN ATTO IN DISCONTINUITA’ CON LA POLITICA URBANISTICA DEL PASSATO

I verdi di Senigallia hanno scelto di tenere una conferenza stampa con sede nella frazione di Borgo Passera poiché questa zona della città rappresenta il luogo ove le scelte fatte negli anni ’80 e ’90 in campo urbanistico hanno prodotto gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti: uno sviluppo disordinato, senza un disegno organico, con mancanza di aree di parcheggio, giardini pubblici, viabilità e servizi. (continua…)

10 aprile 2008

Venerdì 11 Aprile: Marco Lion incontra i cittadini

In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile La Sinistra Arcobaleno sarà presente il giorno venerdì 11 con i suoi rappresentanti locali insieme all’On. Marco Lion, candidato alla Camera, in numerosi incontri con i cittadini, e precisamente:

ore 15.30 Bocciodromo Vivere Verde

ore 16.00 Circolo Arci via Capanna

ore 21.15 Brugnetto, Circolo Culturale Oscar Franceschini

ore 21.15 Borgo Ribeca, Area Verde

9 aprile 2008

I VERDI DI SENIGALLIA E LA QUESTIONE ANTENNE

Il piano  antenne è giunto finalmente a termine: prima la giunta e poi il Consiglio l’hanno approvato.

Da ultimo il TAR Marche ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da 24 cittadini del Comitato delle Saline rappresentati dall’avv.Roberto  Paradisi contro le previsioni contenute nel piano.

Ma la questione non è per nulla chiusa  e non sono ancora sopite le polemiche che vedono partigianerie favorevoli e contrarie scontrarsi in merito. (continua…)

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